sabato 29 novembre 2014

Recensione: "L'Amante di Lady Chatterley" di David H. Lawrence


 
Titolo: L'Amante di Lady Chatterley
Autore: David H. Lawrence
Edizione: Newton Compton Minimammut
Prezzo: 3,90€
Trama: L'amore adultero tra una nobildonna e il proprio guardiacaccia narrato in questo romanzo, il più celebre di D. H. Lawrence, scandalizzò a tal punto l'Inghilterra da essere immediatamente proibito in tutti i paesi di lingua inglese. In realtà in quest'opera bellissima difende appassionatamente le ragioni dell'amore, della passione più autentica e travolgente, della ricerca spregiudicata di un sentimento libero, genuino, intenso, di fronte a tutte le regole, i pregiudizi e le convezioni che finiscono con l'incatenare ogni vero sentire. Giustamente i due personaggi di questo romanzo, diventato quasi mitico, Connie Chatterley e il guardiacaccia Mellors, si sono imposti, nell'immaginario contemporaneo, come modelli di una vitalità trasgressiva, intesa come ritorno alle energie pure della natura.
E' sempre piuttosto difficile recensire un classico. Si teme sempre di dire qualcosa di troppo, ci si sente poco liberi. Ma alla fin fine, gli unici veri giudici di un'opera sono i lettori, che si tratti di un romanzo contemporaneo o di un classico della letteratura.
 
Ho iniziato "L'Amante di Lady Chatterley" con delle aspettative davvero alte, che purtroppo sono state parzialmente deluse. Nel complesso, il libro mi è piaciuto abbastanza, ma non quanto credevo.
La storia racconta, come già accenna la trama, dell'amore adultero tra Connie Chatterley, un'annoiata nobildonna scozzese, e il guardiacaccia di suo marito, Oliver Mellors.
 
Lady Chatterley cova un represso desiderio di maternità e una femminilità assopita, che risveglieranno in lei l'incontro col guardiacaccia, un uomo rude e pratico, del tutto diverso dal marito della donna, impegnato giorno e notte in affari di lavoro e letture pretenziose.
E' infatti interessante la contrapposizione dei due personaggi: da un lato, abbiamo Clifford Chatterley, un esponente dell'alta borghesia inglese, scrittore per diletto, ricco e circondato da spiriti fini con cui discute di arte, scienza e filosofia. Ossessionato dalle norme sociali, è talmente ipocrita da chiedere alla moglie di trovarsi un amante, se lo desidera, pur di portare un erede che lui non può darle e non dover ammettere ciò dinnanzi alla società. Lo stesso matrimonio con Connie appare per lui come una maschera da indossare dinnanzi alla società. Dall'altro lato abbiamo Oliver Mellors, il guardiacaccia con un passato tenebroso, che sfoggia un inglese del tutto sgrammaticato, dei modi fin troppo rozzi e diretti e non si premura affatto di nascondere il suo astio per la classe dominante.
L'amore tra i due viene presentato innanzitutto come un amore di tipo fisico, un amore al quale Connie col matrimonio aveva rinunciato, poiché il marito è stato reso invalido dalla guerra, un amore al quale Connie in passato non aveva mai dato grande importanza, ma scopre all'improvviso di averne sempre avuto bisogno. Lo stesso vale per il guardiacaccia, che rifiutava di avere rapporti con donne a causa di un passato scomodo.
Le scene di sesso sono abbastanza esplicite ma mai volgari o eccessive. Non definirei, infatti, questo romanzo un romanzo erotico.
 
Ciò che non ho amato e che mi ha quasi infastidita non sono state le scene di sesso, bensì l'atteggiamento da oca giuliva perennemente sorpresa di Lady Chatterley -la ringrazio adesso, a lettura conclusa, per le tante risate che alcune sue uscite mi hanno fatto fare...- e la lingua di Mellors.
Non ho amato nessuno dei due protagonisti, lei perché troppo stupida, al limite del ridicolo, e lui troppo crudo e diretto nelle sue espressioni.
Trovo che entrambi non abbiano sufficientemente spessore psicologico.
Ho invece apprezzato le battute taglienti di Mellors nei dialoghi con Clifford e con la sorella di Connie.
 
Per quanto riguarda lo stile, devo ammettere di averlo trovato un po' pesante e decisamente poco scorrevole. Eppure sono abituata allo stile dei romanzi di una volta, leggo soprattutto classici. E "L'Amante di Lady Chatterley" non è poi così datato, è uscito per la prima volta negli anni '20.
 
Tra i lati positivi del romanzo, posso sicuramente annoverare la profonda analisi delle contraddizioni e delle ipocrisie del mondo borghese tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, rappresentate dal personaggio di Clifford, che forse è quello meglio caratterizzato del romanzo, pur non essendo il protagonista.
Questo romanzo racconta alla perfezione le convenzioni sociali e la schiavitù di chi sceglie di sottostare a queste norme, anche a costo di rimetterci in salute e felicità.
 
"Inutile tentare di scrollarsi di dosso la propria solitudine. Bisogna tenercisi aggrappati per tutta la vita. Solo a volte, di tanto in tanto, il vuoto si colmava. A volte! Ma occorreva attendere l'occasione propizia. Rassegnarsi alla propria solitudine e tenercisi aggrappati, per tutta la vita. E poi accettare le rare occasioni in cui il vuoto si colma, se capitano. Ma bisogna che capitino, spontaneamente. Non si può forzare la mano al destino."
 
x3
Giorgia Blogger

2 commenti :

  1. Neanche a me è piaciuto più di tanto, ai tempi posso capire che sia stato "scandaloso" ma nel 2014 decisamente no...

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    1. Già! Per i tempi, parlare con così tanta franchezza di alcuni argomenti fu uno scandalo...

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