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giovedì 17 settembre 2015

Recensione: "Un amore di carta" di Jean-Paul Didierlaurent

Titolo: Un amore di carta
Autore: Jean-Paul Didierlaurent
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 15,00€
Trama: Agli occhi di Guylain, l’unica cosa importante era leggere. Snocciolava i testi con zelo meticoloso. E ogni volta, la magia funzionava. Staccandosi dalle sue labbra, le parole si portavano via un po’ di quella nausea che lo opprimeva all’avvicinarsi della fabbrica. Guylain Vignolles è un invisibile, uno di quegli esseri solitari che nessuno nota. Lavora in una fabbrica di riciclaggio, al servizio di un’impietosa trituratrice di libri invenduti soprannominata “la Cosa”. Nient’altro gli dà gioia, se non leggere a voce alta ogni mattina, sul solito treno delle 6:27, qualche pagina scelta a caso tra le poche che il giorno prima è riuscito a salvare dai denti d’acciaio dell’infernale macchinario. Questo fin quando, un mattino, sul treno trova una chiavetta usb. Rosso granata, che contiene il diario di una giovane donna: settantadue file scritti al computer da una certa Julie, signorina addetta ai bagni di un centro commerciale, pagine su pagine che irrompono come un diluvio nella sua vita sempre uguale. E dalle quali Guylain non saprà trovare riparo. Jean-Paul Didierlaurent ha scritto una storia d’amore al quadrato tra un uomo e una donna che si scoprono legati dalla passione per la lettura e ha dipinto un universo positivo nonostante tutto, perché sopra la coltre grigia di un’esistenza scandita da una routine desolante qualcosa c’è che solleva il cuore e apre lo sguardo: le parole, e le storie che le parole raccontano.


Se mi chiedessero di descrivere questo romanzo in tre parole, queste sarebbero breve, poetico ed intenso. Breve, perché la storia è raccontata in appena 190 pagine, intenso  perché è uno di quei libri che ti entrano dentro in punta di piedi e ti lasciano tanto, poetico perché, citando Le Figaro in quarta di copertina, questo libro è di "una leggerezza e una poesia che ci confortano".
Ed è davvero così. In questo libro troverete un'oasi di silenzio, pacatezza ed armonia che rende la lettura... Accogliente. Confortante. Rilassante. 
E' un romanzo di una bellezza discreta e silenziosa, un romanzo che non strilla, un romanzo che forse può non colpire, un romanzo che potrebbe forse non piacervi, per i suoi personaggi così ordinari e perché in fin dei conti non ha una vera e propria trama, un romanzo che somiglia fin troppo alla vita vera, ma che a me è piaciuto moltissimo proprio per queste ragioni. Mi ha ricordato a tratti il romanzo l'Eleganza del riccio e a tratti il film Il favoloso mondo di Amélie, un film che mi ha toccata molto.
Un amore di carta è un romanzo che racconta vite grige e timidi spiragli di luce che si manifestano nelle piccole cose: una lettura sull'autobus prima di recarsi a lavoro, la potenza del verso alessandrino declamato da un collega di lavoro, il sorriso delle vecchiette di un ospizio, le email di una sconosciuta che ci sembra di conoscere da sempre.
La storia di Guylain potrebbe essere quella di tanti di noi. E' un ragazzo segnato dalla nascita da un nome ridicolo, un ragazzo spento, ingrigito e svilito da un lavoro che non ama, come tanti al giorno d'oggi, figlio di una società in cui non è sempre possibile inseguire i propri sogni, una società che anzi, i propri sogni te li fa calpestare, distruggere. 
Una società che avvilisce. E così un lettore, col sogno dell'editoria e la passione per la lettura a voce alta, si trova a distruggere ogni giorno migliaia di libri nella fabbrica dove lavora, una fabbrica di smaltimento rifiuti, una fabbrica per la quale un libro invenduto non è una storia viva che aspetta di esser letta, ma nient'altro che un mucchietto di pagine da triturare. 
Guylain si trova a distruggere così, insieme ai libri, ogni giorno il suo stesso sogno, e non può far altro che raccogliere di nascosto le pagine superstite che il giorno successivo leggerà prima di andare a lavoro. E' il solo modo che ha per spezzare la malinconia e il grigiore della sua vita da single trentacinquenne, che altro sollievo non ha che raccontare la sua giornata al pesciolino rosso con cui vive, Rouget de Lisle, e dar vita alle parole che salva da quella macchina infernale tritura-libri che chiama La Cosa.

"Poco importava il contenuto, per Guylain, Ai suoi occhi, l'unica cosa importante era leggere. Snocciolava i testi con zelo meticoloso. E ogni volta, la magia funzionava. Staccandosi dalle sue labbra, le parole si portavano via un po' di quella nausea che lo opprimeva all'avvicinarsi della fabbrica."

Recandosi alla fabbrica, Guylain s'imbatte in una pen drive rossa, e interrompe così, per caso, la monotonia delle sue giornate. La misteriosa pen drive racconta di una sconosciuta, in settantadue pagine di diario una sconosciuta apre il suo cuore al suo computer portatile. Una sconosciuta che è come lui. Una ragazza vittima di un lavoro che odia, ma che le permette di studiare a fondo l'animo umano. Una ragazza con una seconda identità, una ragazza che è altro, oltre e dietro i panni che indossa. Perché ognuno è molto altro, dietro ciò che gli altri vedono, dietro ciò che per comodità scegliamo di vedere o che le convenzioni sociali suggeriscono.

"Quando si è responsabili di una toilette pubblica, qualunque essa sia, non sta bene battere il proprio diario al computer. Bisogna solo pulire da mattina a sera, tirare a lucido le pareti cromate, strofinare, strigliare, sciacquare, rifornire i gabinetti di carta igienica e nient'altro. Da una signora dei bagni ci si aspetta che pulisca, non che scriva. La gente può concepire che faccia delle parole crociate, delle parole intrecciate, delle parole nascoste o rinchiuse in griglie di ogni tipo. Quella stessa gente può perfino ammettere che nei tempi morti legga fotoromanzi, riviste femminili, giornali TV, ma che con le mie dita rovinate dalla varechina io batta sulla tastiera di un portatile per registrare i miei pensieri è una cosa che sfugge al loro comprendonio. Peggio, che induce al sospetto. [...] Ho rapidamente dovuto arrendermi all'evidenza che in genere la gente ti chiede una cosa sola: che tu le restituisca l'immagine di ciò che vuole che tu sia. E l'immagine che io proponevo era l'ultima cosa che voleva. [...] Perciò, se c'è una lezione che in ventotto anni di presenza sulla Terra ho certamente imparato, è che l'abito deve fare il monaco, poco importa quello che c'è sotto. Da allora gioco all'illusionista, confondo le acque."

Guylain e Julie sembrano due facce della stessa medaglia, due anime profonde e solitarie che giocano a rincorrersi, senza conoscere l'un l'altro. E Guylain non riesce a non liberare le parole di Julie, leggendo il suo diario ad alta voce ogni mattina sul bus, prima di recarsi alla fabbrica, come faceva con le pagine salvate dal macero. 
E' possibile innamorarsi di una sconosciuta, della quale non altro non conosciamo che i più reconditi pensieri del suo diario virtuale?
Un amore di carta è la storia di una ricerca. Ogni personaggio, ogni splendido, profondo, complesso personaggio di questo romanzo, cerca qualcosa, ma tutti sono accomunati della ricerca, che è fondamentalmente quella di un senso, un senso ai propri giorni, al proprio percorso, al proprio io. 

"Ho come l'impressione che anche tu abbia trovato la tua, di ricerca."

Protagonista indiscussa, la parola. La parola che salva dalla monotonia di giorni grigi e spenti, la parola che dipinge un universo migliore e positivo, anche in mezzo alle avversità e alle insoddisfazioni di una vita che non ci appartiene davvero.

x5

domenica 15 marzo 2015

Nuove uscite: da Marzo in libreria!

Buonasera e buona domenica, lettori!
Impegnata e distratta come sono, ho dimenticato l'appuntamento di febbraio con questa rubrica mensile... Cercherò di farmi perdonare a marzo segnalandovi tutte, ma proprio tutte le nuove uscite che hanno attirato la mia attenzione! ♥
 
Titolo: Sophie sui tetti di Parigi
Autore: Katherine Rundell
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 14,50€
Uscita: 12 marzo
Trama: La mattina del suo primo compleanno, una bambina galleggia nella custodia di un violoncello sulle acque della Manica. A raccoglierla è Charles, un eccentrico ma premuroso scapolo inglese, che decide di prendersi cura di lei. Una cura un po' speciale, perché Charles usa i libri come piatti e permette a Sophie di scrivere sui muri. Per questo, quando la ragazzina compie tredici anni, i servizi sociali minacciano di metterla in un istituto. Allora Charles e Sophie fuggono a Parigi in cerca della madre di lei, con un solo indizio in mano: la targhetta sulla custodia del violoncello che l'ha salvata dal naufragio. L'impresa non è affatto semplice, ma Sophie troverà sui tetti di Parigi un aiuto inaspettato.
 
♥
 

Titolo: La lettrice di mezzanotte
Autore: Alice Ozma
Edizione: Sperling&Kupfer
Prezzo: 16,90€
Uscita: 10 marzo
Trama: Alice, figlia di un bibliotecario di una scuola elementare, ha nove anni quando, durante un viaggio in treno, fa un patto con suo padre Jim: ogni sera, per cento giorni, prima che scocchi la mezzanotte, lui leggerà per lei ad alta voce. Da allora, la vita che scorre veloce intorno a loro si ferma quando, la sera, iniziano quel rito, soprannominato "la Serie", in cui padre e figlia viaggiano insieme sulle ali dei libri, scambiandosi pensieri ed emozioni. Ma, una volta raggiunto il traguardo, Alice e Jim non riescono a fermarsi. Basta uno sguardo ed entrambi capiscono che il loro rituale deve andare avanti perché è diventato un momento irrinunciabile, l'unica costante in una quotidianità semplice e complicata, in una vita fatta di sogni, cambiamenti e scoperte. Leggere insieme diventa così una medicina contro la tristezza, un modo per ritrovarsi e conoscersi, un angolo di cielo in cui le nuvole non possono arrivare. Una certezza che li accompagnerà ogni sera, senza eccezioni, fino alla vigilia della partenza della ragazza per il college. In questo libro straordinario, Alice racconta il suo profondo legame con il padre, le speranze, le paure, i trionfi che hanno vissuto e le lezioni di vita che hanno imparato dalle letture condivise. Una dolcissima storia vera sulla magia dei libri.
 
♥
 

Titolo: Raccontami un giorno perfetto
Autore: Jennifer Niver
Edizione: De Agostini
Prezzo: 14,90€
Uscita: 31 marzo
Trama: È una gelida mattina d’inverno quella in cui Theodore Finch decide di salire sul tetto della scuola solo per capire che cosa si prova a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due animi fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi iniziano a provare la vertigine che li legherà nei mesi successivi. Una vertigine che per lei potrebbe essere un nuovo inizio, e per lui l’inizio della fine… Un romanzo straordinariamente toccante. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili.
 
♥
 

Titolo: Se stiamo insieme ci sarà un perché
Autore: Daniela Sacerdoti
Edizione: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Uscita: 5 marzo
Trama: La vita di Inary Monteith è a una svolta cruciale. Dopo aver passato la notte con Alex, il suo migliore amico, lei gli ha spezzato il cuore dicendogli che è stato un errore. Quella stessa mattina, poi, una terribile telefonata le impone di lasciare Londra per tornare in tutta fretta dalla sua famiglia, nelle Highlands scozzesi: la sorella minore, malata da tempo, è peggiorata improvvisamente. Il ritorno nella terra d'origine segnerà per Inary un imprevisto momento di riflessione sul passato e su quello che desidera dal futuro. Oltre alle precarie condizioni di salute della sorella, infatti, dovrà confrontarsi con un fratello ostile, un ex fidanzato con cui non vuole più avere niente a che fare, i suoi contrastanti sentimenti per Alex e un affascinante ragazzo americano incontrato da poco. Inoltre, si troverà a dover gestire uno strano dono che credeva di aver perso per sempre - un sesto senso che da secoli attraversa le generazioni e caratterizza molte donne della sua famiglia. E quando una voce dal passato le chiede con insistenza di essere ascoltata, Inary scoprirà un mistero che dovrà necessariamente svelare, se vorrà tornare a essere libera e felice.
 
♥
 

Titolo: Tutta colpa di un libro
Autore: Shelly King
Edizione: Garzanti
Prezzo: 16,40€
Uscita: 5 marzo
Trama: È venerdì pomeriggio e, come ogni giorno, Maggie è andata a rifugiarsi nel suo posto preferito, la libreria Dragonfly di Mountain View, California. Accoccolata nella grande poltrona di liso velluto verde, circondata da pile di vecchi libri usati e con un romanzo d'avventura in grembo, Maggie legge di eccitanti scorribande e amori tempestosi. Fra gli scaffali polverosi riesce quasi a dimenticare di avere perso il lavoro e di avere il conto in banca quasi a secco. E oggi le capiterà fra le mani qualcosa di veramente speciale: una copia logora e ingiallita dell'"Amante di Lady Chatterley". Non si tratta di un libro qualsiasi, perché i margini delle pagine nascondono la corrispondenza di un uomo e una donna che non si conoscono, Henry e Catherine. Parole d'amore e corteggiamento, frasi piene di gentilezza e passione, fino all'ultimo messaggio, una richiesta di appuntamento... Chi sono i due? Saranno riusciti a trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e rivelare la loro identità? Maggie si appassiona alla loro storia e vorrebbe saperne di più. Perché quelle parole piene di emozione lei le ha sempre lette nei libri, ma non immaginava che si potessero dire veramente. 0 almeno, lei non l'ha mai fatto. Ma la vita è pronta a sorprenderla, perché la libreria Dragonfly è in pericolo. All'angolo della strada si è aperta una nuova libreria di catena e i suoi libri intonsi e luccicanti minacciano di cancellare per sempre il segreto fascino delle pagine di un tempo...
 
♥
 

Titolo: Senza nuvole
Autore: Alice Oseman
Edizione: Newton Compton Editori
Prezzo: 9,90€
Uscita: 5 marzo
Trama: "Il mio nome è Tori Spring. Mi piace dormire e mi piacciono i blog. L'anno scorso avevo degli amici. Prima che succedesse tutto quel casino con mio fratello, prima di dover affrontare la dura realtà dei miei voti e delle domande per l'iscrizione all'università e prima di rendermi conto che avrei dovuto iniziare a parlare con la gente... Le cose erano molto diverse, credo. Ma adesso è tutto finito. Ora c'è qualcuno che si firma Solitaire che sta cercando di terrorizzare tutta la scuola con strani messaggi e minacce. E, a dire la verità, ci sta riuscendo anche bene! E poi c'è quello nuovo, un certo Michael. Sì, ok, è dolce e sensibile, ma perché mi sta così addosso? Nessuno ha detto che non sia carino e so che molte ragazze in classe lo trovano anche sexy. Ma non io. A me non interessano le storie d'amore e detesto i mielosi romanzi della Austen. Ma con tutta questa confusione ho davvero paura di non capirci più nulla..."
 
♥
 
Titolo: Il faro degli amori appena nati
Autore: Jenny Colgan
Edizione: Piemme
Prezzo: 16,90€
Uscita: 26 marzo
Trama: La scritta su un'insegna vecchio stile. Un negozietto sull'isola di Mount Pealborne, al largo di Plymouth, famosa per il suo antico faro. Pane, focacce, bagel, e tutto ciò che di goloso può essere creato con la farina: ecco cosa si può trovare nella Little Beach Street Bakery di Polly Waterford. Polly è appena arrivata sull'isola, in fuga dalla sua vita precedente, dalla frenesia della città, decisa a concentrarsi su ciò che la rende davvero felice. Tutto ruota ora intorno alle piccole cose genuine, come può esserlo una semplice panetteria. Eppure qualcosa manca nella vita di Polly, la stessa cosa che l'ha fatta fuggire: l'amore. Chissà che, all'ombra del suggestivo faro, tra il rumore delle onde e lo stridio dei gabbiani, con il profumo di biscotti e pane appena sfornato, non sia tempo per lei di innamorarsi di nuovo...
 
♥
 

Titolo: L'invenzione delle ali
Autore: Sue Monk Kidd
Edizione: Mondadori
Prezzo: 20,00€
Uscita: 17 marzo
Trama: Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, donne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.
 
 
Adesso tocca a voi!
Vi incuriosisce qualche romanzo, fra questi? Ne avevate già adocchiato qualcuno? Scrivetemi!


mercoledì 4 marzo 2015

Recensione: "Cercando Alaska" di John Green

Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 14,90€
Trama: Miles Halter, sedici anni, colto e introverso, comincia a frequentare un'esclusiva prep school dell'Alabama. Qui lega subito con Chip, povero e brillantissimo, ammesso alla scuola grazie a una borsa di studio, e con Alaska Young, divertente, sexy, attraente, avventurosa studentessa di cui tutti sono innamorati. Insieme bevono, fumano, stanno svegli la notte e inventano scherzi brillanti e complicati. Ma Miles non ci mette molto a capire che Alaska è infelice, e quando lei muore schiantandosi in auto vuole sapere perché. È stato davvero un incidente? O Alaska ha cercato la morte?
 
 
«Ecco, c'è questo signore» dissi, affacciandomi alla soglia del salotto. «François Rabelais. Poeta. E le sue ultime parole sono state: "Vado a cercare un Grande Forse." Ecco perché voglio andare via. Così non dovrò aspettare di essere in punto di morte per mettermi in cerca di un Grande Forse.»
 
E' il terzo romanzo di John Green che leggo e questo autore non mi ha mai, mai delusa. Anzi, se possibile questo romanzo mi è piaciuto quanto Colpa delle stelle!
Ancora una volta, rimango sbalordita dalla capacità dell'autore di toccare temi così delicati senza però cadere nello scontato e, se pensiamo a quanto spesso oggi nei romanzi per ragazzi vengono trattate tematiche sociali, problemi relazionali e psicologici con superficialità e nonchalance, allora la serietà, la cura al dettaglio e all'introspezione psicologica di Green saltano ancora di più all'occhio.
Anche questo romanzo, come i precedenti, è uno spaccato di adolescenza, in cui tutti i personaggi sono perfettamente caratterizzati.
Miles Halter, sedicenne colto e introverso, lascia la Florida per iniziare a frequentare una prestigiosa scuola superiore in Alabama. Appassionato di ultime parole famose e accanito lettore (di biografie, e non di romanzi), con il fisico fin troppo mingherlino e una media scolastica decisamente al di sopra della norma, Miles non era esattamente un tipo popolare, a scuola.
Alla Culver Creek Miles riesce finalmente a farsi una piccola cerchia di amici, di quel genere di liceali che ne combina una diversa ogni giorno e si diverte un mondo, una cerchia di studenti brillanti, serissimi dietro i banchi di scuola e scatenati lontani da questi: con i loro continui riferimenti letterari e le scappatelle notturne fuori dal college a base di libri, fumo e vino rosso, mi hanno ricordato La setta dei poeti estinti del film "L'Attimo Fuggente".
Chip, alias Il Colonnello, è uno squattrinato cronico, compagno di stanza di Miles, che verrà da lui soprannominato Ciccio per la corporatura esile. E' il capo del piccolo gruppo in cui introdurrà Miles, gruppo composto dai due compagni di stanza, dal giapponese Takumi, che sa rappare meglio di qualsiasi altro studente del college, da Lara e dalla bellissima Alaska, formosa bellezza mediterranea, piena di vita, con una camera singola con pile e pile di libri alte fino al soffitto e tanti grandi segreti dentro di sé.
Miles intuisce che dietro ai sorrisi e agli scherzi di Alaska c'è dell'altro, e si innamora perdutamente della ragazza e di tutti i mondi che le appartengono.
E di fronte a questa bellezza frizzante e piena di vita, che non riesce né a smettere di desiderare né a far sua, Miles non può che sentirsi immensamente piccolo e solo, con le sue domande e i suoi desideri.
 
"Avevo una voglia matta di stendermi accanto a lei sul divano, abbracciarla e dormire.
Niente scopate da pornofilm, nemmeno sesso. Solo dormire insieme, nel senso più innocente del termine. Ma mi mancava il coraggio, lei aveva un ragazzo, io ero una frana e lei una fata, e io ero inguaribilmente noioso e lei infinitamente affascinante.
Così me ne tornai nella mia stanza e crollai sul letto, pensando che se gli esseri umani fossero precipitazioni atmosferiche, io sarei una pioggerella e lei un ciclone."
 
L'indagine psicologica finissima fa entrare il lettore nel mondo interiore di Miles, che si esprime perlopiù in un flusso di coscienza ininterrotto, ma chiaro al lettore, così chiaro che è inevitabile che ci si affezioni a questo ragazzo timido e innamorato, che mi ha ricordato vagamente Charlie di Noi siamo infinito.
I personaggi sono tutti descritti per come Miles li vive, e Alaska è allo stesso tempo angelo malinconico e uragano, dolce e scontrosa, lucida e visionaria. E' un personaggio a tutto tondo, così come lo è Miles, il lettore può leggerne tutte le nuances e seguirne lo sviluppo durante il racconto.
Così conosciamo perfettamente il senso di colpa, di ansia, di dolore, di disgusto della vita in cui i quattro amici, ma in particolar modo Miles e Chip, cadono alla morte di Alaska (non è uno spoiler, c'è scritto anche nella trama!). Un dolore tale che divide la vita di Miles e il romanzo in prima e dopo.
Morte accidentale o suicidio meditato?
Ed è forse il senso di colpa, insieme al perdono e al dubbio, il tema centrale di questo romanzo.
E' la riflessione finale, nel tema di religione di Miles, a sciogliere i fili di una storia che in fin dei conti una vera conclusione non ce l'ha, perché è come la vita vera. E non esiste modo migliore di vivere che... vivere. Accettare, accettarsi, perdonare, perdonarsi... e vivere.
 
Quando gli adulti, con lo stupido sorriso di chi crede di saperla lunga, dicono "I giovani si credono invincibili", non sanno quanto hanno ragione. La disperazione non fa per noi, perché niente può ferirci irreparabilmente. Ci crediamo invincibili perché lo siamo. Non possiamo nascere, e non possiamo morire. Come l’energia possiamo solo cambiare forma, dimensioni, manifestazione. Gli adulti, invecchiando, lo dimenticano. Hanno una gran paura di perdere, di fallire. Ma quella parte di noi che è più grande della somma delle nostre parti non ha un inizio e non ha una fine, e dunque non può fallire.
 
Consiglio questo romanzo a chiunque voglia immergersi in una storia realistica, in un vero romanzo di formazione pieno di interessanti spunti di riflessione.
 
x5

domenica 14 dicembre 2014

Recensione: "Città di carta" di John Green

Buongiorno, lettori!
Mi scuso per l'assenza degli ultimi dieci giorni, la scuola ed altri impegni personali hanno assorbito tutto il mio tempo! Ma sono ritornata da voi appena possibile, con una nuova recensione :)
Titolo: Città di carta
Autore: John Green
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 14,00€
Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato in­namorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembra­va essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso.
Dopo "Colpa delle stelle" ho iniziato questo romanzo con delle aspettative davvero alte, e complessivamente devo ammettere che mi è piaciuto. Meno di quanto credessi, certo, ma mi è piaciuto.
 
"Città di carta" è il racconto di un viaggio, un viaggio di scoperta attraverso sé stessi e attraverso le idee che tendiamo a farci degli altri.
Racconta la storia di Margo Roth Spiegelman, l'affascinante ribelle di cui Quentin Jacobsen, il ragazzo che è da tutti definito il classico nerd, è da sempre innamorato. Quentin e Margo erano stati amici da bambini, ma poi con la crescita le loro strade si sono separate: Margo è diventata una delle ragazze più belle e popolari della scuola, di lei si racconta che abbia vissuto mille divertenti e pericolose avventure, tutti conoscono Margo come una ragazza straordinariamente forte e intraprendente. Una ragazza tosta.
Quentin, dal suo cantuccio, non può che ammirarla da lontano, lui che non è popolare e che non osa rivolgersi a lei a scuola, tutto è cambiato da quando erano bambini.
Ma, alla scomparsa di Margo, in fuga da Orlando, città di carta, tutti iniziano a chiedersi chi fosse davvero Margo, dietro le apparenze. Tutti coloro che credevano di conoscerla, iniziano a porsi domande, e Quentin è tra questi. Lui, che la conosceva fin da bambino, si mette sulle sue tracce.
Attraverso gli indizi del suo passaggio che Margo ha volontariamente -o involontariamente?- lasciato dietro di sé, con l'aiuto degli amici Ben e Radar, Quentin prova a ricostruire il suo percorso, investe tutte le sue energie in un unico progetto, che diventa più importante perfino dell'imminente diploma: riportare Margo a casa.
Ma durante le ricerche, Quentin scoprirà una Margo completamente diversa da quella che credeva di conoscere, e altrettanto accadrà a coloro che erano i migliori amici di Margo a scuola, le stesse persone da cui lei si sente tradita. Se ogni persona che conosce Margo ne delinea un diverso ritratto, allora chi è Margo?
Quentin scopre che ognuno è una persona, con i suoi segreti, le sue passioni e le sue insicurezze, ancor prima di essere il personaggio che appare.
"Che cosa ingannevole, credere di una persona che sia più di una persona."
Cosa fare, allora?
Mettere insieme il più imprevedibile gruppo che si possa immaginare -i tre sfigati più sfigati della scuola e la reginetta del ballo, la bellissima Lacey, amica di Margo- e... partire.
Un interminabile viaggio in macchina di 24 ore, sulle tracce di Margo, alla scoperta di sé stessi e dei mille magici mondi che ci sono dietro gli altri, nonostante le apparenze.
E' questa l'essenza reale del romanzo: non puoi e non potrai mai conoscere a fondo te stesso e tantomeno gli altri, la vita è una perenne scoperta.
 
" Forse è più come hai detto prima, che dentro di noi si sono aperte delle crepe. Ognuno all'inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo male, gli uni con gli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c’è niente da fare, la fine è inevitabile. [...] Però c’è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quel momento che possiamo vederci, perché vediamo fuori di noi dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro."
 
E' un romanzo con degli spaccati di vita e di introspezione estremamente poetici, un romanzo che ha qualcosa da dire.
Un romanzo che, a mio parere, non sarà un buon film (sì, presto sarà anche un film!): come spesso accade, dubito che il romanzo non solo non riuscirà a rendere la poesia della parola scritta, ma probabilmente banalizzerà quello che è un vero e proprio romanzo di formazione -ho particolarmente apprezzato l'evoluzione psicologica dei personaggi nel corso della storia- rendendolo poco più che un viaggio di adolescenti alla ricerca di forti emozioni. Certe cose, per ovvi motivi, non possono essere rese adeguatamente attraverso le scene, questo non è un romanzo propriamente adatto alla trasposizione cinematografica, che banalizzerebbe troppo alcuni aspetti, se teniamo anche in conto che si tratta di un romanzo dal ritmo piuttosto lento, a differenza di "Colpa delle stelle", che ha una trama che si presta perfettamente all'adattamento cinematografico.
Ciò che mi ha leggermente deluso è stato il finale: non perché non fosse quello che mi aspettavo,  ma perché è poco chiaro. Lascia troppo spazio all'immaginazione del lettore ed è una cosa che di solito non apprezzo nei finali, non mi piacciono i finali aperti.
 
Cos'altro aggiungere? Vi consiglio di perdervi e di ritrovarvi, come me, alla ricerca di Margo -della vera Margo- in queste  pagine, attraverso gli occhi attenti di Quentin. Non ve ne pentirete.
"E tutt'a un tratto capii come si sentiva Margo Roth Spiegelman quando non era Margo Roth Spiegelman: vuota. Circondata da mura altissime. La immaginai stesa a dormire sul tappeto con quel pezzettino frastagliato di cielo sulla testa. Margo doveva essersi sentita a suo agio lì perché la persona Margo viveva sempre così: in una stanza abbandonata, con le finestre sbarrate e la lice che filtrava da qualche buco nel soffitto. Sì. L'errore fondamentale che avevo sempre fatto - e che lei mi aveva lasciato fare, a onor del vero - era questo: Margo non era un miracolo. Non era un'avventura. Non era una cosa incantevole e preziosa. Era una ragazza."
x4

lunedì 1 settembre 2014

Recensione: "Colpa delle stelle" di John Green

Buongiorno a voi tutti, lettori!
Fra un'oretta ho una riunione a scuola, parto per Bruxelles per ben 3 settimane per una borsa di studio e vado a documentarmi.
Quale occasione migliore per scrivere una bella recensione sulla mia ultima lettura, completata ieri sera?




Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 16,00€
Trama: Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.
Avevo tanto e spesso sentito parlare di questo romanzo, tutti mi consigliavano di leggerlo quanto prima. E ne ho sempre rimandato l'acquisto, perché 16,00€ per un romanzo di un autore che non avevo mai sentito prima mi sembravano davvero troppi. perché nel frattempo ho letto altri bei romanzi che avevo già a casa. 
Se continuo a comprare compulsivamente libri, come se non ci fosse un domani, mia madre mi caccerà di casa.
Una buona occasione al mercatino mi ha dato modo di comprarlo - finalmente! Non potevo assolutamente vedere il film senza prima aver letto il libro... - e ho iniziato a leggerlo immediatamente.
Vi sto parlando di tre giorni fa. E l'ho già finito. Ho divorato "Colpa delle stelle", un discreto mattoncino sulle 350 pagine, in un weekend e, se consideriamo che ho passato la maggior parte del mio tempo col mio ragazzo e quindi non ho letto che di sera, ci ho messo una manciata di ore in tutto.

Esattamente come chiunque altro prima di me ha letto questo romanzo, sono stata trascinata nella storia e non sono riuscita a venirne fuori fino alla fine. Tutt'ora mi riesce piuttosto difficile. Ci sono alcuni libri che continuano a vivere, anche dopo la conclusione. "Colpa delle stelle" è uno di questi.

Hazel è una sedicenne in remissione dal cancro che le hanno diagnosticato quando aveva 13 anni e appare, all'inizio del romanzo, piuttosto annoiata dalla vita che conduce, tanto da spingere i suoi genitori a credere che soffra di depressione e a consigliarle di frequentare una sorta di corso assieme ad altri adolescenti che, come lei, lottano o hanno lottato contro il cancro.
Al corso Hazel incontra Augustus, un ragazzo che la affascina fin da subito per i suoi modi di fare, il suo sorriso, il suo fumare una sigaretta senza in realtà fumarla, le sue domande, la sua paura più grande, quella dell'oblio.
Hazel e Augustus vogliono "vivere oggi il loro giorno migliore", e ci riescono. Nel loro amore troveranno ciò che cercavano, quella parentesi di vita normale, vita da adolescenti qualsiasi, da adolescenti sani che non combattono contro il cancro, che si divertono, che vivono la loro adolescenza senza preoccuparsi del domani. Anche quando del domani non vi è alcuna certezza.

"Mi hai dato un 'per sempre' nei miei giorni contati e non so dirti quanto io ti sia grata per la nostra piccola infinità."
 
Hazel è una ragazzina spigliata, intelligente, acuta e anche un po' irriverente, mentre Augustus si configura come un perfetto seduttore dalla battuta pronta e il sorriso enigmatico.
Sono uniti dalla malattia ma non è questo a far sì che il lettore si affezioni a loro: mai mi è capitato di provare pietà per loro, perché, a guardarli bene, sono due adolescenti come tanti. Sono malati di cancro, ma sono giovani, hanno voglia di vivere e di amare. Hanno delle passioni, dei sogni, dei videogiochi a cui dedicano pomeriggi interi e dei romanzi che portano nel cuore. Come tutti gli altri.
 
"Colpa delle stelle" mi ha toccata molto, emotivamente, e io non sono una ragazza che piange spesso per i libri che legge. A toccarmi, oltre che il tema e la commovente storia d'amore di Hazel e Augustus, sono state le domande del ragazzo sul senso della vita, della morte e su quanto conti davvero dire di aver vissuto e di essere morti per una giusta causa. "Colpa delle stelle" fornisce molti interessanti spunti di riflessione.
 
Adesso non posso che augurarmi che il film, in tutte le sale dal 4 settembre, sia all'altezza delle mie aspettative. Vi terrò aggiornati! Intanto, non posso proprio fare a meno di consigliarvi di leggere "Colpa delle stelle" al più presto.
Se avete voglia di una storia in cui perdervi completamente, una storia che vi permetterà di ridere e piangere, una storia a cui affezionarsi, leggete questo romanzo. Fatelo. Okay? Okay.
Armatevi di una bella scorta di fazzoletti.
 
"Sono innamorato di te, e non sono il tipo da negare a me stesso il piacere di dire cose vere. Sono innamorato di te, e so che l'amore non è che un grido nel vuoto, e che l'oblio è inevitabile, e che siamo tutti dannati e che verrà un giorno in cui tutti i nostri sforzi saranno ridotti in polvere, e so che il sole inghiottirà l'unica terra che avremo mai, e sono innamorato di te."
 
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