venerdì 7 novembre 2014

Recensione: "Trilogia del Ritorno" di Fred Uhlman


Titoli:
  1. L'amico ritrovato
  2. Un'anima non vile
  3. Niente resurrezioni, per favore
Autore: Fred Uhlman
Edizione: Biblioteca Economica Salani
Prezzo: 5,90€ l'intera trilogia
Trama: Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933... Racconto di straordinaria finezza e suggestione, L'amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Ovunque lo stesso entusiasmo della critica. "Un'opera letteraria rara", l'ha definito George Steiner sul New Yorker, "Un capolavoro", ha scritto Arthur Koestler nell'introduzione all'edizione inglese del 1976. "Un libro che assilla la memoria... una gemma", "Un racconto magistrale", hanno fatto eco The Sunday Express e The Financial Times di Londra. E infine Le Monde di Parigi: "Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania... Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione."
 
 
Qualche anno fa avevo già letto "L'Amico Ritrovato", poi una mia compagna di classe mi ha prestato questa edizione, che comprende anche i due seguiti, "Un'anima non vile" e "Niente resurrezioni, per favore".
Già due anni fa avevo amato "L'Amico Ritrovato", ed è stato davvero per caso che ho scoperto dell'esistenza di questi due sequel, che ho voluto leggere al più presto! Ho riletto il primo e letto i sequel nel giro di pochi giorni. Si tratta di tre racconti brevi, di circa 70 o 80 pagine l'uno.
 

Siamo nella Germania degli anni '30, a Stoccarda. Ne "L'Amico Ritrovato" conosciamo i due protagonisti, Hans Schwarz, un giovane colto e beneducato figlio di un medico ebreo, e Konradin von Hohenfels, il giovane rampollo di una famiglia aristocratica che ha fatto la storia della Germania. Cosa mai avranno allora in comune due ragazzi apparentemente così diversi?
I due ragazzi non hanno mai avuto un amico vero, e ognuno vedrà nell'altro ciò che ha sempre cercato, quell'animo affine e quella perfetta armonia che, in effetti, tra i due, si creerà.
Ma il perfetto idillio che si crea tra i due ragazzi è destinato a non durare a lungo: i pregiudizi e le leggi razziali divideranno la coppia di amici - apparentemente male assortita - ma inseparabile.
"Un'anima non vile" è il seguito naturale del primo romanzo, una lunga lettera scritta da Konradin a Hans, una lettera in cui il giovane apre completamente la sua anima all'amico. La storia della loro amicizia dal punto di vista di Konradin, mentre ne "L'Amico Ritrovato" il punto di vista è quello di Hans. Una lettera che, probabilmente, Hans non leggerà mai.
 
Dei primi due romanzi ho particolarmente apprezzato il fatto che non fosse l'uno o l'altro personaggio ad essere il protagonista, ma la loro amicizia. Sempre più l'amicizia viene relegata ad un ruolo secondario nei romanzi, sempre più spesso l'amore prende il suo posto ed è davvero raro un libro che riesca a parlare così bene di amicizia e di sentimenti senza mai risultare stucchevole.
La vicenda si snoda attraverso le sensibilità di Hans e Konradin, due ragazzi dalle personalità complesse e ben caratterizzate: Hans, col suo profondamente romantico ideale dell'amicizia, le sue originali teorie sulla religione, le sue letture e la sua collezione di monete antiche, e Konradin, che nonostante la sua fama si sente piccolo e inadeguato, un ragazzo timido e silenzioso, un acuto osservatore, altero all'apparenza ma intimamente bisognoso di affetto.
I due ragazzi sembrano vivere la loro amicizia in uno spazio tutto loro, distaccato dal complesso contesto storico in cui vivono.  Non avranno peso le disuguaglianze sociali, né l'origine ebraica di Hans, i due non ci daranno peso. Ed è proprio questo a rendere maggiormente difficile e crudo il loro distacco, che viene avvertito dal lettore come una frattura nel loro piccolo mondo idilliaco, una profonda spaccatura che divide necessariamente e inaspettatamente i due ragazzi: perseguitato in quanto ebreo, Hans sarà costretto ad allontanarsi dal paese e a trasferirsi in America da uno zio.
 
"Niente resurrezioni, per favore" ritorna sul tema del ritorno e della patria, tema già molto presente nei due precedenti, ricchi di descrizioni di paesaggi tipicamente tedeschi e di riferimenti alla cultura e alla letteratura tedesca.
Costretto dal genocidio ad emigrare in America, il pittore ebreo Simon Elsas ritorna dopo 20 anni nella sua città natale, a Stoccarda, e trova tutto diverso da come ricordava: dalle persone, dalle quali non vorrà neppure essere riconosciuto, ai luoghi della sua infanzia, dei quali ormai non ricorda più i nomi.
La memoria della patria non viene però percepita come una memoria dolce, che da sollievo: al contrario, Simon si chiederà fin da subito cosa lo abbia spinto a ritornare -anche se solo per pochi giorni- in quella che è stata la sua patria, la patria che lo ha tradito e che si è macchiata del sangue di 6 milioni di ebrei.
Anche se apparentemente scollegato agli altri due, in realtà questo terzo capitolo si innesta perfettamente e chiude un ciclo, che si apre con il racconto di Hans, ormai adulto e cittadino americano che ricorda la sua amicizia con Konradin, e si chiude con il ritorno di Simon nella patria amata e odiata.
 
Non posso fare altro che consigliarvi di leggere quantomeno "L'Amico Ritrovato", che è godibilissimo anche da solo, ma forse leggere l'intera trilogia sarebbe meglio perché, come ho detto, essa costituisce un vero e proprio ciclo.
 
"Nella mia classe non c'era nessuno che potesse rispondere all'idea romantica che avevo dell'amicizia, nessuno che ammirassi davvero e che fosse in grado di comprendere il mio bisogno di fiducia, di lealtà e di abnegazione, nessuno per cui avrei dato volentieri la vita."
 
x5
Giorgia Blogger

2 commenti :

  1. Bellissima recensione <3 Appena mi restituisci il libro sicuramente andrò a cercare quei dettagli di cui abbiamo già parlato! uvu (Sarà divertente discuterne ancora e formulare teorie, hehehe.)
    Ribadisco che la tua recensione mi piace davvero, raccoglie l'essenza di questa trilogia che, dopo anni, è ritornata a struggermi il cuore!

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    Risposte
    1. Grazie, Fran! Non vedo l'ora di restituirti il libro tornare a discutere con te delle nostre teorie riguardo al finale, alle quali non farò accenno per non fare spoiler <3

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