domenica 30 novembre 2014

Monthly Recap ~ Novembre 2014


Monthly Recap ~ Novembre 2014

  Buonasera, lettori! E' finito novembre, da domani entra il mio mese preferito dell'anno, dicembre <3 Natale in famiglia, niente scuola, più tempo libero da passare con gli amici ...

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Giorgia
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Acquisti del mese di novembre 2014 :)


Acquisti del mese di novembre 2014 :)

  Ciao, lettori! Anche novembre è finito - siamo quasi a fine 2014 e mi spaventa il bilancio di quanto ho speso in libri,  sigh- ed è giunto il momento di presentarvi i miei nuovi acquisti!   Iniziamo ...

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Giorgia
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sabato 29 novembre 2014

Recensione: "L'Amante di Lady Chatterley" di David H. Lawrence


 
Titolo: L'Amante di Lady Chatterley
Autore: David H. Lawrence
Edizione: Newton Compton Minimammut
Prezzo: 3,90€
Trama: L'amore adultero tra una nobildonna e il proprio guardiacaccia narrato in questo romanzo, il più celebre di D. H. Lawrence, scandalizzò a tal punto l'Inghilterra da essere immediatamente proibito in tutti i paesi di lingua inglese. In realtà in quest'opera bellissima difende appassionatamente le ragioni dell'amore, della passione più autentica e travolgente, della ricerca spregiudicata di un sentimento libero, genuino, intenso, di fronte a tutte le regole, i pregiudizi e le convezioni che finiscono con l'incatenare ogni vero sentire. Giustamente i due personaggi di questo romanzo, diventato quasi mitico, Connie Chatterley e il guardiacaccia Mellors, si sono imposti, nell'immaginario contemporaneo, come modelli di una vitalità trasgressiva, intesa come ritorno alle energie pure della natura.
E' sempre piuttosto difficile recensire un classico. Si teme sempre di dire qualcosa di troppo, ci si sente poco liberi. Ma alla fin fine, gli unici veri giudici di un'opera sono i lettori, che si tratti di un romanzo contemporaneo o di un classico della letteratura.
 
Ho iniziato "L'Amante di Lady Chatterley" con delle aspettative davvero alte, che purtroppo sono state parzialmente deluse. Nel complesso, il libro mi è piaciuto abbastanza, ma non quanto credevo.
La storia racconta, come già accenna la trama, dell'amore adultero tra Connie Chatterley, un'annoiata nobildonna scozzese, e il guardiacaccia di suo marito, Oliver Mellors.
 
Lady Chatterley cova un represso desiderio di maternità e una femminilità assopita, che risveglieranno in lei l'incontro col guardiacaccia, un uomo rude e pratico, del tutto diverso dal marito della donna, impegnato giorno e notte in affari di lavoro e letture pretenziose.
E' infatti interessante la contrapposizione dei due personaggi: da un lato, abbiamo Clifford Chatterley, un esponente dell'alta borghesia inglese, scrittore per diletto, ricco e circondato da spiriti fini con cui discute di arte, scienza e filosofia. Ossessionato dalle norme sociali, è talmente ipocrita da chiedere alla moglie di trovarsi un amante, se lo desidera, pur di portare un erede che lui non può darle e non dover ammettere ciò dinnanzi alla società. Lo stesso matrimonio con Connie appare per lui come una maschera da indossare dinnanzi alla società. Dall'altro lato abbiamo Oliver Mellors, il guardiacaccia con un passato tenebroso, che sfoggia un inglese del tutto sgrammaticato, dei modi fin troppo rozzi e diretti e non si premura affatto di nascondere il suo astio per la classe dominante.
L'amore tra i due viene presentato innanzitutto come un amore di tipo fisico, un amore al quale Connie col matrimonio aveva rinunciato, poiché il marito è stato reso invalido dalla guerra, un amore al quale Connie in passato non aveva mai dato grande importanza, ma scopre all'improvviso di averne sempre avuto bisogno. Lo stesso vale per il guardiacaccia, che rifiutava di avere rapporti con donne a causa di un passato scomodo.
Le scene di sesso sono abbastanza esplicite ma mai volgari o eccessive. Non definirei, infatti, questo romanzo un romanzo erotico.
 
Ciò che non ho amato e che mi ha quasi infastidita non sono state le scene di sesso, bensì l'atteggiamento da oca giuliva perennemente sorpresa di Lady Chatterley -la ringrazio adesso, a lettura conclusa, per le tante risate che alcune sue uscite mi hanno fatto fare...- e la lingua di Mellors.
Non ho amato nessuno dei due protagonisti, lei perché troppo stupida, al limite del ridicolo, e lui troppo crudo e diretto nelle sue espressioni.
Trovo che entrambi non abbiano sufficientemente spessore psicologico.
Ho invece apprezzato le battute taglienti di Mellors nei dialoghi con Clifford e con la sorella di Connie.
 
Per quanto riguarda lo stile, devo ammettere di averlo trovato un po' pesante e decisamente poco scorrevole. Eppure sono abituata allo stile dei romanzi di una volta, leggo soprattutto classici. E "L'Amante di Lady Chatterley" non è poi così datato, è uscito per la prima volta negli anni '20.
 
Tra i lati positivi del romanzo, posso sicuramente annoverare la profonda analisi delle contraddizioni e delle ipocrisie del mondo borghese tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, rappresentate dal personaggio di Clifford, che forse è quello meglio caratterizzato del romanzo, pur non essendo il protagonista.
Questo romanzo racconta alla perfezione le convenzioni sociali e la schiavitù di chi sceglie di sottostare a queste norme, anche a costo di rimetterci in salute e felicità.
 
"Inutile tentare di scrollarsi di dosso la propria solitudine. Bisogna tenercisi aggrappati per tutta la vita. Solo a volte, di tanto in tanto, il vuoto si colmava. A volte! Ma occorreva attendere l'occasione propizia. Rassegnarsi alla propria solitudine e tenercisi aggrappati, per tutta la vita. E poi accettare le rare occasioni in cui il vuoto si colma, se capitano. Ma bisogna che capitino, spontaneamente. Non si può forzare la mano al destino."
 
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Giorgia
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giovedì 27 novembre 2014

Reader Problems Book Tag


Reader Problems Book Tag

  Buonasera, gente! :) Ho trovato questo simpatico book tag nel blog di Adriana Tra le pagine dei libri. Iniziamo subito!   Hai ventimila libri nella tua TBR. Come fai a decidere ...

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Giorgia
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sabato 22 novembre 2014

Recensione: "La verità sul caso Harry Quebert" di Joël Dicker


 
Titolo: La verità sul caso Harry Quebert

Autore: Joël Dicker
Edizione: Bompiani Romanzi
Prezzo: 19,50€ (ne trovate una stessa edizione a 14,90€)
Trama:  Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Ouebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Ouebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trentanni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.
Inizierò col dirvi che era davvero tanto tempo che un libro - un giallo - non mi prendeva in questo modo, non facevo nottate sui libri da tanto tempo. Con "La verità sul caso Harry Quebert" sono ritornata a farne. Questo libro è una droga e, una volta incominciato, non riesci a smettere, fino alla risoluzione del caso. Anche se si tratta di ben 770 pagine.
 
I fatti si svolgono nell'estate del 2008, ma gran parte della storia è un flashback che risale all'estate 1975 ad Aurora, una cittadina marittima del New Hampshire, cittadina in cui una la notte del 30 agosto Nola Kellergan, la figlia dello stimato reverendo del paese, una ragazza sveglia e solare, scompare senza lasciar traccia di sé.
Trent'anni dopo la sua scomparsa, il cadavere viene ritrovato a Goose Cove, la villa dello stimato scrittore americano Harry Quebert, adesso settantenne, autore del bestseller internazionale "Le origini del male", il cui manoscritto viene ritrovato accanto al cadavere della ragazzina.
Convinto della totale innocenza dell'amico e mentore di una vita intera, nonché ex professore universitario, Marcus Goldman, scrittore del momento, parte per Aurora e si dedica anima e corpo alla risoluzione del caso.
 
La storia viene narrata dal punto di vista di Goldman, scrittore trentenne, che è in pieno blocco creativo ed è ossessionato dall'idea di dover scrivere un secondo romanzo di successo, che lo confermi uno degli scrittori più stimati del momento, ma l'ispirazione lo tradisce. Non ha idee che siano buone abbastanza da costituire un romanzo memorabile.
Il narratore racconta la sua storia di vittorie, il suo passato da "Formidabile" al liceo, le sue conquiste. E il primo romanzo di successo, che lo porta immediatamente sull'Olimpo degli scrittori. Mai una delusione, mai una sconfitta. E' un personaggio, se vogliamo, piuttosto pieno di sé, almeno all'apparenza. Possiamo quindi capire lo sconforto in cui cade quando si rende conto di non essere più capace di posare la penna sul foglio.
 
"Harry, se dovessi salvare solo una delle tue lezioni, quale sceglieresti?"
"Rigiro a te la domanda."
"Io salverei L'importanza di saper cadere."
"Mi trovi pienamente d'accordo. La vita è una lunga caduta, Marcus. La cosa più importante è saper cadere."
 
Alla notizia dell'arresto dell'amico Quebert, parte alla volta di Aurora, per scoprire la verità, nonostante le insistenze del suo editore, che vuole il manoscritto del nuovo romanzo entro la fine del mese. Un nuovo romanzo di cui Goldman non ha scritto neppure una riga...
Ma perché Goldman, uno scrittore baciato dal successo, all'apice della sua carriera, rischierebbe di mandare all'aria tutto ciò che ha costruito, abbandonando New York per aiutare un amico?
La chiave va ricercata nella profonda amicizia che lega Goldman e Quebert, in un'amicizia che va oltre la differenza d'età, un rapporto più simile a quello che ci dovrebbe essere tra un padre ed un figlio, che tra due amici. Harry Quebert è insieme il professore, il padre, il fratello, l'amico e il mentore di Marcus Goldman, apparentemente popolare e di successo ma in realtà molto solo, senza nessun amico che sia realmente tale, in una casa troppo grande per una persona sola.
 
"Perché ero lì? Perché si trattava di Harry. Che era probabilmente il mio migliore amico. Perché, per quanto incredibile potesse sembrare – e io stesso me ne resi conto solo in quel momento – Harry era l’amico più prezioso che avevo. Negli anni del liceo e dell’università non ero mai riuscito a instaurare rapporti di reale amicizia con nessuno dei miei coetanei, a creare quei legami che durano per sempre. Nella mia vita c’era solo Harry; e per me, stranamente, non si trattava di sapere se fosse davvero colpevole o no: la risposta non avrebbe cambiato nulla nella profonda amicizia che provavo per lui. Era una sensazione strana: forse mi sarebbe piaciuto odiarlo e sputargli in faccia come avrebbe voluto fare ogni cittadino statunitense, sarebbe stato più semplice. Ma quella faccenda non influiva in alcun modo sui sentimenti che nutrivo per lui. Mi limitavo a dirmi che, in fondo, Harry era un uomo, e tutti gli uomini hanno dei demoni. L’importante era solo capire fino a che punto quei demoni fossero tollerabili."
 
Immedesimiamoci adesso in Goldman - e nel lettore - nello scoprire che, in quell'estate del 1975, lo stimato professore trentacinquenne aveva una relazione con Nola Kellergan, all'epoca dei fatti quindicenne. Sorpresi, vero?
 
Eppure questa relazione segreta non viene presentata nel romanzo come qualcosa di perverso, come si potrebbe credere. Una relazione d'amore da ambe le parti, col coinvolgimento sentimentale di ambe le parti. Cos'è l'età di fronte all'amore? pensa Quebert, che però in un primo momento cerca di respingere questi sentimenti, di "fare la cosa giusta", avvicinandosi a donne della sua età.
Ma i tentativi non servono a nulla, Nola è sempre lì, nella sua mente. E, nella mente e nel cuore della ragazzina, non vi è che lo scrittore che vive nella villa sulla spiaggia, lo scrittore che una mattina di agosto ha incontrato lì.
La storia d'amore dei due durerà il tempo di un'estate, poi la ragazza sparirà nel nulla.
E per il professore passeranno i giorni, le stagioni, gli anni. Invecchierà attendendo lei, che non arriverà mai ma che, in realtà, era sempre stata lì a pochi passi da lui.
Il suo amore per la ragazzina supererà la scomparsa di lei, e solo nel momento del ritrovamento del cadavere Quebert ne comprenderà davvero la morte e cadrà in depressione. Per tutti quegli anni, lo scrittore non aveva fatto che attenderne il ritorno.

"Adora l'amore, Marcus. Fanne la tua conquista più bella, la tua sola ambizione. Dopo gli uomini, ci saranno altri uomini. Dopo i libri, ci sono altri libri. Dopo la gloria ci sono altre glorie. Dopo il denaro, c'è ancora denaro. Ma dopo l'amore Marcus... Dopo l'amore, c'è solo il sale delle lacrime."
da PensieriParole <http://


Nola Kellergan è una ragazzina come tante, un po' donna e un po' bambina. Fa girare la testa a tanti. E' una ragazzina fragile, con una difficile situazione familiare. Il suo unico punto di riferimento sarà Quebert, la sua sola ancora di salvezza. Sogna una vita intera con lui. Cosa importa se è illegale, se è troppo vecchio per lei, cosa importa se la gente non capirebbe?
 
Il giallo si configura infatti come la storia dell'amore di Harry Quebert e Nola Kellergan, amore che diventerà la storia narrata ne "Le origini del male", il romanzo che rende Quebert celebre.
 
Tutto sembra incastrare Quebert, - il ritrovamento del cadavere nella sua villa, la scoperta della sua relazione con la ragazzina, il ritrovamento del manoscritto di "Le origini nel male" accanto al cadavere - dev'essere lui l'assassino di Nola Kellergan, il pervertito che l'ha sedotta e abbandonata. Ma Goldman non ci crede, e inizia ad indagare da solo sulla scomparsa della ragazzina. E verrà fuori l'inimmaginabile, ciò che all'epoca della scomparsa era stato trascurato, insabbiato. Qualcuno non vorrà che tutto ciò salga a galla, lo scrittore verrà minacciato più volte, gli verrà intimato di farsi da parte, di non immischiarsi, ma la posta in gioco è troppo alta.
Goldman, con l'aiuto del sergente Gahalowood, che inizialmente sopporta appena l' "invasione di campo" di quello che lui definisce con un velo di sarcasmo "lo scrittore", indaga su Aurora e i suoi abitanti, tra l'estate del 1945 e quella del 2008, indaga su tutti coloro che hanno conosciuto Nola Kellergan e che hanno avuto a che fare con lei nell'estate della scomparsa.
Ma le cose non sono come sembrano, e lo scenario si fa sempre più torbido, man mano che la storia va avanti.
Goldman, e il lettore con lui, viene trascinato in un caso che sembra non avere una via di uscita, un caso in cui i colpi di scena si susseguono uno dietro l'altro, in cui nessuno sembra essere innocente come appare.
 
Questo romanzo non è un comune romanzo. Non è un giallo come tanti, la domanda di fondo, in realtà, non è neppure Chi ha ucciso Nola Kellergan?
No. Le domande si susseguono, si ripetono. La ricerca dell'assassino di Nola porta Goldman e il lettore a porsi mille altre domande. E' possibile che un uomo possa amare una ragazzina, e che una ragazzina possa amare un uomo? E' possibile fidarsi dei propri vicini di casa? Credi di conoscerli a fondo? E cos'è, in realtà, il mestiere dello scrittore? Cosa c'è davvero dietro i libri che leggiamo? Chi c'è dietro la maschera dello scrittore di successo?
 
Non ne uscirete vivi, e ne uscirete cambiati. Ma dovete leggere "La verità sul caso Harry Quebert".
 
"Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull'effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All'incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo aver letto l'ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte quelle cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che ti dispiace aver finito."
 
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Giorgia
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giovedì 20 novembre 2014

WWW Wednesday! #5


WWW Wednesday! #5

Buongiorno, lettori! Lo so che è già giovedì mattina, ma ci tenevo a pubblicarlo in ritardo lo stesso, ieri avrei voluto farlo ma un fortissimo mal di testa me lo ha impedito t.t rimedio ...

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Giorgia
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lunedì 10 novembre 2014

Liebster Blogger Award


Liebster Blogger Award

  Ciao, lettori! Vorrei innanzitutto ringraziare Anna e Alaska di "Ancora un Capitolo" per il premio! Grazie, ragazze, ve ne sono tanto grata :D   Le regole dell'Award sono le seguenti:   Portare ...

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domenica 9 novembre 2014

Fragment of Pages, #2


Fragment of Pages, #2

  "Le avevo scritto che quello era un regalo di zia Helen. Era un vecchio 45 giri dei Beatles, con la canzone 'Something'. La ascoltavo sempre, quando ero piccolo, e mi capitava di pensare ...

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venerdì 7 novembre 2014

Recensione: "Trilogia del Ritorno" di Fred Uhlman


Titoli:
  1. L'amico ritrovato
  2. Un'anima non vile
  3. Niente resurrezioni, per favore
Autore: Fred Uhlman
Edizione: Biblioteca Economica Salani
Prezzo: 5,90€ l'intera trilogia
Trama: Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L'uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame è spezzato. Questo accade in Germania, nel 1933... Racconto di straordinaria finezza e suggestione, L'amico ritrovato è apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed è poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Ovunque lo stesso entusiasmo della critica. "Un'opera letteraria rara", l'ha definito George Steiner sul New Yorker, "Un capolavoro", ha scritto Arthur Koestler nell'introduzione all'edizione inglese del 1976. "Un libro che assilla la memoria... una gemma", "Un racconto magistrale", hanno fatto eco The Sunday Express e The Financial Times di Londra. E infine Le Monde di Parigi: "Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania... Tra i romanzi più belli che si possano raccomandare ai lettori, dai dodici anni in su. Senza esitazione."
 
 
Qualche anno fa avevo già letto "L'Amico Ritrovato", poi una mia compagna di classe mi ha prestato questa edizione, che comprende anche i due seguiti, "Un'anima non vile" e "Niente resurrezioni, per favore".
Già due anni fa avevo amato "L'Amico Ritrovato", ed è stato davvero per caso che ho scoperto dell'esistenza di questi due sequel, che ho voluto leggere al più presto! Ho riletto il primo e letto i sequel nel giro di pochi giorni. Si tratta di tre racconti brevi, di circa 70 o 80 pagine l'uno.
 

Siamo nella Germania degli anni '30, a Stoccarda. Ne "L'Amico Ritrovato" conosciamo i due protagonisti, Hans Schwarz, un giovane colto e beneducato figlio di un medico ebreo, e Konradin von Hohenfels, il giovane rampollo di una famiglia aristocratica che ha fatto la storia della Germania. Cosa mai avranno allora in comune due ragazzi apparentemente così diversi?
I due ragazzi non hanno mai avuto un amico vero, e ognuno vedrà nell'altro ciò che ha sempre cercato, quell'animo affine e quella perfetta armonia che, in effetti, tra i due, si creerà.
Ma il perfetto idillio che si crea tra i due ragazzi è destinato a non durare a lungo: i pregiudizi e le leggi razziali divideranno la coppia di amici - apparentemente male assortita - ma inseparabile.
"Un'anima non vile" è il seguito naturale del primo romanzo, una lunga lettera scritta da Konradin a Hans, una lettera in cui il giovane apre completamente la sua anima all'amico. La storia della loro amicizia dal punto di vista di Konradin, mentre ne "L'Amico Ritrovato" il punto di vista è quello di Hans. Una lettera che, probabilmente, Hans non leggerà mai.
 
Dei primi due romanzi ho particolarmente apprezzato il fatto che non fosse l'uno o l'altro personaggio ad essere il protagonista, ma la loro amicizia. Sempre più l'amicizia viene relegata ad un ruolo secondario nei romanzi, sempre più spesso l'amore prende il suo posto ed è davvero raro un libro che riesca a parlare così bene di amicizia e di sentimenti senza mai risultare stucchevole.
La vicenda si snoda attraverso le sensibilità di Hans e Konradin, due ragazzi dalle personalità complesse e ben caratterizzate: Hans, col suo profondamente romantico ideale dell'amicizia, le sue originali teorie sulla religione, le sue letture e la sua collezione di monete antiche, e Konradin, che nonostante la sua fama si sente piccolo e inadeguato, un ragazzo timido e silenzioso, un acuto osservatore, altero all'apparenza ma intimamente bisognoso di affetto.
I due ragazzi sembrano vivere la loro amicizia in uno spazio tutto loro, distaccato dal complesso contesto storico in cui vivono.  Non avranno peso le disuguaglianze sociali, né l'origine ebraica di Hans, i due non ci daranno peso. Ed è proprio questo a rendere maggiormente difficile e crudo il loro distacco, che viene avvertito dal lettore come una frattura nel loro piccolo mondo idilliaco, una profonda spaccatura che divide necessariamente e inaspettatamente i due ragazzi: perseguitato in quanto ebreo, Hans sarà costretto ad allontanarsi dal paese e a trasferirsi in America da uno zio.
 
"Niente resurrezioni, per favore" ritorna sul tema del ritorno e della patria, tema già molto presente nei due precedenti, ricchi di descrizioni di paesaggi tipicamente tedeschi e di riferimenti alla cultura e alla letteratura tedesca.
Costretto dal genocidio ad emigrare in America, il pittore ebreo Simon Elsas ritorna dopo 20 anni nella sua città natale, a Stoccarda, e trova tutto diverso da come ricordava: dalle persone, dalle quali non vorrà neppure essere riconosciuto, ai luoghi della sua infanzia, dei quali ormai non ricorda più i nomi.
La memoria della patria non viene però percepita come una memoria dolce, che da sollievo: al contrario, Simon si chiederà fin da subito cosa lo abbia spinto a ritornare -anche se solo per pochi giorni- in quella che è stata la sua patria, la patria che lo ha tradito e che si è macchiata del sangue di 6 milioni di ebrei.
Anche se apparentemente scollegato agli altri due, in realtà questo terzo capitolo si innesta perfettamente e chiude un ciclo, che si apre con il racconto di Hans, ormai adulto e cittadino americano che ricorda la sua amicizia con Konradin, e si chiude con il ritorno di Simon nella patria amata e odiata.
 
Non posso fare altro che consigliarvi di leggere quantomeno "L'Amico Ritrovato", che è godibilissimo anche da solo, ma forse leggere l'intera trilogia sarebbe meglio perché, come ho detto, essa costituisce un vero e proprio ciclo.
 
"Nella mia classe non c'era nessuno che potesse rispondere all'idea romantica che avevo dell'amicizia, nessuno che ammirassi davvero e che fosse in grado di comprendere il mio bisogno di fiducia, di lealtà e di abnegazione, nessuno per cui avrei dato volentieri la vita."
 
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Giorgia
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Bolle di sapone
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