mercoledì 31 dicembre 2014

Monthly Recap ~ Dicembre 2014


 
Buonasera, lettori!
Anche il mese di dicembre è terminato, e questo è l'ultimo Monthly Recap dell'anno t.t com'è volato questo 2014! Cosa vi aspettate da questo 2015? Siete pronti ad accoglierlo?
Intanto analizziamo le mie letture di questo mese!

Cosa ho letto a dicembre?

 
Ho letto ben 5 libri a dicembre! iniziato il mese di dicembre con il secondo capitolo della duologia di D. Glattauer, La settima onda, un piacevolissimo seguito di Le ho mai raccontato del vento del nord che non mi ha deluso per nulla, ho proseguito con Città di carta e poi con un romanzo decisamente leggero, tuttavia gradevole, Colazione da Darcy (che, per inciso, non ha nulla a che fare col mondo austeniano!). Le mie ultime letture dell'anno sono state Venuto al mondo, travolgentissimo, e Il Venditore di Storie, l'ennesima conferma del talento di Gaarder.
 
Migliore lettura del mese di dicembre
 

 
I post del mese di dicembre
 
Qualche cifra dal Libro Incantato
Followers: 75
Post: 13
Libri comprati e regalati: 15
Libri letti: 5
Libri letti totali: 65
 
Adesso tocca a voi! Raccontatemi del vostro dicembre libroso e... Buon anno nuovo a tutti!
Giorgia Blogger

WWW Wednesday! #7


Buongiorno, lettori cari! Siamo giunti all'ultimo mercoledì dell'anno, questo sarà quindi l'ultimo WWW Wednesday del 2014 :')
  •  What have you recently read? (Cosa hai letto recentemente?)
  • What are you currently reading? (Cosa stai leggendo?)
  • What will you read next? (Cosa leggerai prossimamente?)
What have you recently read?
 
 
Concludiamo l'anno in bellezza con Il venditore di storie di Jostein Gaarder, che ancora una volta non mi ha deluso! <3 L'ho concluso proprio oggi, concludiamo le letture del 2014 a quota 65 :)
 
What are you currently reading?
 
 
Se volevo concludere il 2014 in bellezza con Gaarder, inizio il 2015 ancora meglio col nuovo giallo di J.K. Rowling, Il baco da seta, regalo di Natale dei miei genitori! In realtà non l'ho ancora iniziato, lo farò domani pomeriggio dopo una mattinata post-veglione passata a dormire... non vedo l'ora di immergermi in questa nuova fantastica avventura con Cormoran Strike!
 
What will you read next?
 
 
La mia lettura successiva sarà Smith & Wesson di Alessandro Baricco, che è l'autore preferito di mio padre, infatti questo libro gli è stato regalato da me per Natale :) Adesso lui lo ha finito e lo passerà a me quanto prima... Conveniente regalarsi libri tra lettori che vivono tutti nella stessa casa, no?
 
Adesso tocca a voi!
Quali sono le vostre ultime letture? E con cosa inizierete l'anno nuovo? Scrivetemi, e buon anno a tutti!

Giorgia Blogger

martedì 30 dicembre 2014

Acquisti del mese di dicembre 2014 :)


Buonasera, lettori!
Siamo all'ultimo appuntamento del 2014 con la rubrica degli acquisti mensili! Ci prepariamo per un 2015 ricco di letture e acquisti librosi... Intanto vi mostro le mie compere del mese!
 

 
 
1) Quando nascono i desideri di L. Dillon
2) Maya di J. Gaarder
3) Il giardino degli incontri segreti di L. Riley
4) La ragazza dell'est di F. Degl'Innocenti
5) La lettera d'amore di C. Schine
6) Colazione da Tiffany di T. Capote
7) Il venditore di storie di J. Gaarder
8) Ogni giorno, ogni ora di N. Dragnic
9) La felicità delle piccole cose di C. Vermalle
10) Sulla strada di J. Kerouac
 
Questo mese sono particolarmente soddisfatta, ben 10 libri... e i 5 che mi hanno regalato per Natale! (Per chi se li fosse persi, i miei regali di Natale sono QUI!)
Inoltre sono quasi tutti usati, e quelli nuovi li ho acquistati alle bancarelle a prezzo stracciatissimo, vengono quasi tutti direttamente dalla mia wishlist, sono stata fortunatissima! Con 15 libri nuovi, starò bene per un bel po'. Sì, Giorgia, ci crediamo tutti...
Conoscete qualcuno fra questi titoli? E quali libri avete acquistato a dicembre? Scrivetemi!

Giorgia Blogger

lunedì 29 dicembre 2014

Esci con una ragazza che legge.


Esci con una ragazza che legge.
Esci con una ragazza che spende i suoi soldi in libri invece che in vestiti, con una che ha problemi di spazio nell'armadio perché ha troppi volumi. Esci con una ragazza che ha una lista di libri che vuole leggere, che ha la carta della biblioteca da quando aveva dodici anni.
Trova una ragazza che legge.
Saprai che lo fa perché avrà sempre un libro da finire nella borsa. È lei, quella che guarda adorante gli scaffali delle librerie; è quella che esulta in silenzio quando trova il libro che voleva.
La vedi quella tipa strana che annusa le pagine di una vecchio volume in un negozio di libri usati? Quella è la lettrice.
Loro non sanno resistere all’odore delle pagine, specialmente se sono ingiallite e consumate.
È lei, la ragazza che legge mentre aspetta in quel bar in fondo alla strada. Se dai una sbirciata alla sua tazza, vedrai che la crema senza latticini sta galleggiando in superficie, perché lei si è già immersa nella lettura. Persa in un mondo creato dall’autore. Seduta. Potrebbe lanciarti un’occhiataccia, dato che molte ragazze che leggono non amano essere interrotte.
Chiedile se il libro le sta piacendo.
Offrile un altro caffè.
Falle sapere cosa pensi davvero di Murakami. Vedi se ha finito il primo capitolo del Signore degli Anelli. Sai che, se dice che ha capito l’Ulisse di James Joyce, lo sta dicendo solo per suonare intelligente. Chiedile se ama Alice o se vorrebbe essere come lei.
È facile frequentare una ragazza che legge. Regalale libri per il suo compleanno, per Natale e per gli anniversari. Regalale il dono delle parole, con una poesia, con una canzone. Regalale Neruda, Pound, Sexton, Cummings. Falle sapere che capisci che le parole sono fatte d’amore; che capisci che lei conosce la differenza tra i libri e la realtà ma, in ogni modo, cercherà di rendere la propria vita almeno un po’ simile al suo libro preferito. Non sarà colpa tua se lo farà.
Deve almeno provarci in qualche modo.
Mentile. Se capisce la sintassi, comprenderà che tu hai bisogno di mentirle. Dietro le parole si trovano altre cose: motivi, valori, sfumature, dialoghi. Non sarà la fine del mondo.
Deludila. Perché una ragazza che legge sa che il fallimento porta al climax. Perché le ragazze che leggono capiscono che tutte le cose devono giungere al termine, ma che puoi sempre scrivere un seguito. Che puoi ricominciare ancora e ancora ed essere sempre l’eroe. Che nella vita è destino che si incontri un cattivo o due.
Perché essere spaventati da tutto ciò che non si è? Le ragazze che leggono capiscono che le persone, come i personaggi, crescono. A parte nella saga di Twilight.
Se trovi una ragazza che legge, tienitela stretta. Quando la trovi alle due del mattino stringendo un libro al petto e piangente, falle una tazza di tè e abbracciala. Potresti perderla per un paio d’ore, ma tornerà sempre indietro da te. Parlerà come se i personaggi del libro fossero reali, perché per un po’ lo sono sempre.
 
Le chiederai di sposarla su una mongolfiera. O durante un concerto rock. O molto occasionalmente la prossima volta che si ammalerà. Tramite Skype.
Sorriderai così tanto che ti chiederai meravigliato come mai il tuo cuore non sia ancora scoppiato, macchiando di sangue il tuo petto. Scriverai la storia delle vostre vite, avrai figli con nomi assurdi e con gusti ancora più assurdi. Lei presenterà ai tuoi bambini Il Gatto e il Cappello Matto e Aslan, forse nello stesso giorno. Attraverserete gli inverni della vostra vecchiaia insieme e lei reciterà Keats in un sospiro, mentre tu ti scrollerai la neve dagli stivali.
Esci con una ragazza che legge perché lo meriti. Meriti una ragazza che può darti la vita più colorata possibile. Se tu a lei puoi dare solo monotonia, ore vuote e mezze proposte, allora è meglio che rimani solo. Ma se desideri il mondo e i mondi che esistono al di là, esci con una ragazza che legge.
O ancora meglio, con una ragazza che scrive.
(Rosemarie Urquico)
Giorgia Blogger

I migliori 10 libri che ho letto nel 2014 ♥


Buongiorno, lettori!
Anche questo 2014 volge al termine (sigh, sto invecchiando...) ed è giunto il momento di azzardare un bilancio delle nostre letture annuali.
Con molto orgoglio vi annuncio che sì, ho concluso la mia Goodreads Reading Challenge con 65 libri, come mi ero prefissata. Ben 12 in più dello scorso anno...
Dal punto di vista della quantità, il 2014 è stato un anno davvero positivo. Vediamo adesso la qualità delle letture!
 
Vi presento i migliori 10 libri che ho letto quest'anno :)
 
 
Non sono in ordine di preferenza né in ordine cronologico, semplicemente ho cercato di disporli in modo che non crollassero.
 
Siddharta, è un romanzo dell'autore Herman Hesse che mi ha toccato tantissimo, non so dir quanto questo libro abbia influenzato la mia visione della vita. E' un romanzo di formazione che va bene a tutte le età, ma credo sia una lettura particolarmente indicata per l'adolescenza! Se vi interessa saperne di più, QUI la recensione!
 
Dieci piccoli indiani è un avvincente giallo di Agatha Christie, da leggere tutto d'un fiato. QUI la recensione, senza spoiler ovviamente :P
 
L'Enigma del Solitario e Il Castello dei Pirenei, entrambi del mio autore del cuore Jostein Gaarder, non potevano assolutamente mancare in questa classifica. In entrambi ho apprezzato l'innata abilità dell'autore di mischiare narrazione e filosofia, come sempre Gaarder non mi delude. Anche adesso sto leggendo un suo romanzo, non potrei chiudere l'anno meglio di così! QUI la recensione del Castello dei Pirenei, spero di poter presto recensire anche L'Enigma del Solitario!
 
Novecento e Oceano mare di Alessandro Baricco li ho letteralmente divorati. Belli belli belli, da leggere, in particolar modo Novecento. 
 
Il buio oltre la siepe di Harper Lee racconta le ingiustizie figlie del razzismo guardate e commentate dagli occhi di una bambina. Critico, delicato e commovente.
 
Venuto al mondo di Margaret Mazzantini è la mia ultima lettura, nonché la prima di quest'autrice, e mi ha profondamente toccata e... turbata. Non mi capitava qualcosa del genere dai tempi di Siddharta. E' un libro difficile, crudo, appassionante, vivo. Da leggere almeno una volta nella vita. QUI la recensione!
 
Colpa delle stelle è il romanzo che mi ha fatto scoprire John Green e che mi ha fatto versare un mare di lacrime. Delicato, toccante e commovente. QUI la recensione!

Kitchen di Banana Yoshimoto è un romanzo da leggere in un pomeriggio. Si lascia leggere tutto di un fiato, anche se non è propriamente un romanzo semplice. E' un romanzo sul dolore, sull'elaborazione del lutto, una riflessione generale sulla vita e sul suo valore. QUI la recensione!
 
La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker è la rivelazione di quest'anno: un meraviglioso giallo, ben congegnato come pochi altri. Suspance pura dall'inizio alla fine. Da leggere! QUI la recensione!
 
Adesso tocca a voi!
Quali sono i libri più belli che avete letto quest'anno! Consigliatemi qualche lettura, sono curiosa! Vi aspetto!
Giorgia Blogger

domenica 28 dicembre 2014

Recensione: "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini


Titolo: Venuto al mondo
Autore: Margaret Mazzantini
Edizione: Mondadori Numeri Primi
Prezzo: 12,00€
Trama: Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.
Ci sarebbero tantissime cose da dire di questo romanzo, talmente tante che davvero non so da dove iniziare. Potrei iniziare dalla trama, allora. Dalla storia, dai personaggi. Dai temi.
 
"Venuto al mondo" è un romanzo complesso, che tocca molteplici temi: la famiglia, l'amicizia, l'amore, la guerra, la morte, la vita, la speranza.
Margaret Mazzantini racconta una brutta storia, in un romanzo affollato da grandissime personalità. E racconta questa storia con realismo, crudeltà, aridità. E' una storia che arriva allo stomaco, più che al cuore, una storia che fa male dentro. Una storia in cui immergersi per non uscirne più, o per uscirne totalmente diversi, cambiati.
 
Il romanzo si apre col ritorno di Gemma a Sarajevo, col figlio sedicenne Pietro. Figlio di un segreto, figlio della guerra, figlio nato dalla morte e dalla sofferenza, figlio recalcitrante a tornare nella terra dov'è morto quel padre che non ha mai conosciuto, quel padre che, in fin dei conti, Pietro non avverte come tale. E' sua madre a trascinarlo in questo viaggio attraverso i ricordi di un passato che non può tornare indietro.
Ma torniamo invece indietro con un flashback di circa 20 anni, analizziamo i personaggi con calma. Torniamo alle origini.
La storia è quella di una giornalista trentenne, Gemma, dell'incontro con l'amore, a Sarajevo, col fotografo Diego, poco più che ventenne, con la vita negli occhi e la speranza nel cuore. Giovane, fresco, incosciente, tutto ciò che Gemma, alla tutto sommato giovane età di 29 anni, non sente più di essere.
Tramite tra i due è un poeta bosniaco, Gojko, amore mancato di Gemma, compositore di mille versi aridi e implacabili, guardiani di verità innegabili, versi sulla vita e sulla morte, sull'amore e sull'odio. Gojko, che ha tre grandi amori: la sua Sarajevo, sua madre, che somiglia a Lady D., e la sorellina Sebina, che da grande sarà una campionessa di ginnastica artistica alle Olimpiadi. Quanto alle altre donne... Gojko è un cuore libero e solitario, generoso. C'è posto per tutte.
Personaggio chiave del romanzo, il giovane fotografo regala vita ai giorni -un tempo piatti e tutti uguali- di Gemma, donna straordinariamente fragile e complessa, che coltiva in sé un desiderio quasi ossessivo, insano e morboso di maternità. Un desiderio che risulta irrealizzabile., che le fa vedere la vita in ogni ventre femminile, una sconfitta nel suo utero irrimediabilmente vuoto, nessun senso in una vita che non può moltiplicarsi.
 
"Non sarò mai una madre. Resterò per sempre una ragazza. Invecchierò così, asciutta e sola. Il mio corpo non si trasformerà, non si moltiplicherà. Non ci sarà Dio. Non ci sarà raccolto. Non ci sarà Natale. Bisogna cercare nel mondo, nella sua aridità, nelle sue strettoie il senso della vita... in questi negozi, in questo traffico. Invecchierò così."
 
Diego e Gemma, così diversi, sono quel che all'apparenza si può definire una coppia male assortita. Tuttavia vi è fra loro quell'amore grande, incondizionato, folle, se vogliamo, di una coppia affiatata che rinnova il suo amore ogni giorno, contro il mondo intero, se necessario.
 
"Niente, era per dirti che gli amori che sembrano assurdi certe volte sono i migliori."
(Diego a Gemma)
 
Dal canto suo, il giovane fotografo, il grande amore di Gemma,  è un personaggio, se vogliamo, ancor più complesso: Diego è il ragazzo dall'enorme sorriso triste sul volto piccolo e magro, le gambe sottili, quegli scatti ermetici, così difficili da interpretare, porta la sua fotocamera come una lente attraverso cui leggere e decodificare la realtà, come un Vangelo per spiegarla e renderla più bella, o come una croce, per accollarsene la bruttezza, la crudezza, l'aridità.
Diego vive in un mondo a sé, impenetrabile e segreto. Si muove in una Sarajevo sotto assedio portando la fotocamera così come si porterebbe un'arma. Non credetelo tuttavia un eroe: Diego è un uomo con le sue fragilità, le sue debolezze, in grado di chiudere gli occhi quando non ha obiettivo della fotocamera a permettergli di filtrare una realtà che fa troppo male.
 
Anche qui, nel racconto dell'assedio di Sarajevo, si rivela la potenza della narrazione di Margaret Mazzantini, che evoca con maestria atrocità spesso dimenticate, le vittime della guerra diventano reali e non più qualcosa di astratto, relegato ai libri di storia.
Nel romanzo echeggiano le voci delle guerre jugoslave, della resistenza, dei ribelli, degli invasori e degli assediati. E' una storia scomoda, in un certo senso, perché ci porta a pensare a genocidi ai quali non pensiamo.
L'umanità è così abitata a pensare alla soluzione finale del problema ebraico, se si pensa ad un olocausto, ad Auschwitz, se si pensa ad un campo di concentramento. Si tende a dimenticare avvenimenti altrettanto atroci che si sono verificati ben poco tempo fa, tacciono silenziosi in un angolino della nostra coscienza o, peggio ancora, tali avvenimenti non si conoscono. Dimentichiamo che le morti hanno tutte pari dignità, che le tombe bianche dei bambini morti sono tutte ugualmente strazianti: il bambino blu, sparato da un cecchino e lasciato al gelo nella neve, che Gemma scopre all'obitorio, e il bambino col pigiama a righe evocato nell'omonimo romanzo di John Boyle.
Lasciamo che le parole di Margaret Mazzantini ce lo ricordino, allora.
 
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Giorgia Blogger

venerdì 26 dicembre 2014

Nuove uscite: da Gennaio in libreria!


Buongiorno, cari lettori!
Avete passato delle buone feste con le vostre famiglie? Vi siete già ripresi dai banchetti dei giorni scorsi?
 
Vi segnalo alcune uscite librose di Gennaio 2015 ♥
 
Titolo: Io sono il messaggero
Autore: Markus Zusak
Edizione: Frassinelli
Prezzo: 17,90€
Uscita: 2 gennaio
Trama: L'esistenza di Ed Kennedy scorre tranquilla. Fino al giorno in cui diventa un eroe. Ed ha diciannove anni, una passione sfrenata per i libri, un lavoro da tassista piuttosto precario che gli permette di vivacchiare, e nessuna prospettiva per il futuro. Quando non legge, passa il tempo con gli amici giocando a carte davanti a un bicchiere di birra o porta a spasso il Portinaio, il suo cane, che beve troppo caffè e puzza anche quando è pulito. Con le donne non è particolarmente disinvolto, perché l'unica ragazza che gli interessi davvero è Audrey, la ragione per cui è rimasto in quel posto senza vie d'uscita. Capace di colpirlo al cuore con una frase: "Sei il mio migliore amico". Non serve una pallottola per uccidere un uomo, bastano le parole. Tutto sembra così tremendamente immutabile: finché il caso mette un rapinatore sulla sua strada, e Ed diventa l'eroe del giorno. Da quel momento, comincia a ricevere strani messaggi scritti su carte da gioco, ognuno dei quali lo guida verso nuove memorabili imprese. E mentre Ed diventa sempre più popolare, mentre nota una luce diversa negli occhi di Audrey e la gente lo saluta per strada, inizia a domandarsi: da dove arrivano i messaggi, chi è il messaggero?


 
Titolo: Ogni giorno, come fossi bambina
Autore: Michela Tilli
Edizione: Garzanti
Prezzo: 14,90€
Uscita: 12 gennaio
Trama: I lunghi capelli di Argentina, un tempo corvini, ormai sono percorsi da fili argentei, ma i suoi occhi non hanno smesso di brillare. Perché Argentina, a ottant'anni, si sveglia ancora come fosse bambina, mentre attende con ansia quella sorpresa che le cambierà la giornata. Quella sorpresa che nasconde un segreto da non rivelare a nessuno. A scoprirlo è Arianna, che a sedici anni si sente goffa e insicura come se non ci fosse un posto giusto per lei nel mondo. È felice solo quando è circondata dai libri. Le loro pagine sono capaci di portarla lontana dai suoi genitori e dai suoi compagni di scuola che non la capiscono. Essere costretta a fare compagnia ad Argentina è l'ultima cosa che avrebbe voluto. Soprattutto perché quest'ultima, burbera e autoritaria, dice sempre quello che pensa. Ma quando Arianna fa luce sul mistero di quelle lettere che riescono a portare un sorriso sul viso di Argentina, tutto cambia. Qualcosa di forte inizia ad unirle. Perché quelle righe custodiscono una storia e un ricordo d'amore. La storia di Argentina, ancora ragazza, e di Rocco che con un solo sguardo è stato capace di leggerle l'anima, facendo vacillare le sue certezze di sposa promessa. La storia di un sentimento cresciuto sulle note di una poesia tra i viottoli e gli scorci di un piccolo paese. Un paese di cui Argentina ricorda perfettamente gli odori, i sapori, le voci delle feste in piazza. Un paese dove non è più tornata. Ma Arianna è lì per darle il coraggio per affrontare un viaggio che la donna desidera fare...
 

Titolo: Il nostro anno infinito
Autore: Matthew Crow
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 15,90€
Uscita: 20 gennaio
Trama: Amber e Francis sono come il sole e la luna: lui romantico e imbranato, lei ribelle e impertinente. Chissà se nel "mondo di fuori" sarebbero stati insieme, chissà se lei lo avrebbe mai degnato di uno sguardo. A farli incontrare è una malattia crudele, la leucemia, in una corsia d'ospedale in cui i due ragazzi condividono canzoni, vecchi film, piccoli istanti preziosi in cui il male concede una tregua ed è più facile sognare il futuro, immaginarsi fuori di lì, insieme. Perché, se hai quindici anni, è impossibile sperare di non avere tutta la vita davanti. E quando il destino mostrerà il suo volto più duro, quando tutto sembrerà ingiusto, sarà l'amore a dare un senso a quell'anno così breve, così indimenticabile.


Mi ispirano molto tutti e tre i romanzi, in particolare il primo! Dopo aver letto un anno fa Storia di una ladra di libri (potete trovare QUI la recensione!), ho atteso tanto un secondo romanzo di Zusak...
Cosa pensate voi invece di queste nuove uscite? Qualcuna fra queste vi interessa? Scrivetemi!

Giorgia Blogger

giovedì 25 dicembre 2014

Have a merry (bookish) Christmas! ♥


Tanti, tanti, tanti auguri di un sereno Natale a tutti voi, booklovers!
 
Come avete passato la sera della Vigilia?
Nelle vostre città avete particolari tradizioni culinarie legate al cenone natalizio?
A Napoli generalmente la cena è a base di pesce e frutti di mare, mentre i dolci tipici sono la Pastiera, la Cassata e gli Struffoli. Questi ultimi in particolare fanno parte dell'antica tradizione napoletana e sono poco conosciuti fuori dalla Campania, si tratta di palline di pasta frolla ricoperte di miele fuso e confettini :)
Adesso non vedo l'ora di leggere le vostre tradizioni in ambito culinario, scrivetemi!

Veniamo adesso ai regali, cosa avete ricevuto? Avete ricevuto libri?
Vi mostro i miei regali librosi ♥
 

Sono troppo felice, sono 5 libri della mia Wishlist! ♥
Seguendo l'ordine della foto, che non è un ordine di preferenza ed è del tutto casuale, abbiamo da parte dei miei genitori Il Baco da Seta scritto da J.K. Rowling sotto pseudonimo, In città zero gradi di D. Glattauer, l'autore della duologia Le ho mai raccontato del vento del nord, Il mondo di Anna del mio amatissimo J. Gaarder (♥) e Le Braci di S. Marai! Tra questi, confesso che mi aspettavo di ricevere quello della Rowling e quello di Gaarder, i miei mi conoscono fin troppo bene :')
Dal mio ragazzo invece ho ricevuto La compagnia dell'anello (Il Signore degli Anelli, #1) di J. R. R. Tolkien, adesso nulla più mi tratterrà dall'iniziare a leggere questa trilogia! E' uno dei miei buoni propositi librosi del 2015!
 
POOOI ho ricevuto dalle amiche un'agenda, il cd A Beautiful Lie dei 30 Seconds to Mars (♥) e un profumo, da una zia e un cugino un profumo con la crema corpo uguale e da una collega di mamma un paio di calzini (Giorgia è un elfo libero!! lol)
E voi? Cosa avete ricevuto? Scrivetemi! E passate delle buone feste :3

Giorgia Blogger

mercoledì 24 dicembre 2014

Recensione: "Il castello dei Pirenei" di Jostein Gaarder


Buona vigilia di Natale, lettori!
Oggi vi propongo un bel romanzo epistolare che ho letto nei primi mesi di quest'anno...

 
 
Titolo: Il castello dei Pirenei
Autore: Jostein Gaarder
Edizione: Longanesi
Prezzo: 9,00€
Trama: Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano, ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica, ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze superiori. Forse solo il finale del romanzo saprà dare finalmente un senso agli eventi.
Jostein Gaarder è il mio autore preferito, scusatemi dunque se manco di obiettività definendo questo romanzo una vera e propria perla: credo sia senz'altro uno dei più riusciti di Gaarder e uno dei romanzi più belli che ho letto quest'anno.
 
"Il castello dei Pirenei" racconta, attraverso una fitta corrispondenza di e-mails, l'incontro casuale di Steinn e Solrun, un uomo e una donna, cinquantenni al tempo della narrazione, che trent'anni prima hanno vissuto una travolgente storia d'amore, conclusasi nello stesso albergo dove adesso si incontrano.
Un uomo e una donna che hanno convissuto una parte importante delle loro vite e che, dopo la brusca separazione, non hanno mai smesso di pensare l'uno a l'altra. Nonostante gli anni passino, nonostante la vita passi, le storie e gli eventi con lei.
Ma questo non è un romanzo d'amore, al contrario di come potrebbe sembrare. Il romanzo racconta, attraverso le e-mails, le personalità troppo diverse di un uomo e una donna, un tempo inseparabili e uniti da un folle amore giovanile, due diverse "versioni dei fatti", due vite diverse, due menti diverse che ancora dibattono sui medesimi argomenti su cui erano in disaccordo trent'anni prima. Solrun, una donna con una fortissima spiritualità, che guarda il cielo sognando l'infinito e immaginando una forza a dirigere tutte le cose e gli eventi, e Steinn, un professore universitario di fisica, ateo e materialista, che quando rivolge lo sguardo al cielo non riesce ad andare oltre ciò che percepisce con i sensi.
 
Solrun e Steinn, separati dalle loro differenze, non sono mai stati davvero separati. Ognuno ha conservato dentro di sé ricordo, ammirazione e nostalgia dell'altro. Come se la separazione non fosse mai avvenuta.
 
"Se due particelle, per esempio due fotoni, che hanno un'origine o un punto di partenza comune, si separano allontanandosi a gran velocità, resteranno ugualmente unite come prima, in un tutto indivisibile. Anche se le si invia in direzioni opposte nello spazio e si interpone tra loro una distanza di anni luce, resteranno comunque intrecciate. Ognuna delle due particelle conserverà informazioni sullo stato dell'altra e ciascuna delle 'particelle gemelle' sarà segnata da quanto accade all'altra. Questa sorta di comunicazione a distanza è segnata da quella che noi chiamiamo 'non località'. A livello quantistico, il mondo è fatto di 'non locale'."
(Steinn a Solrun)
 
E in questo senso sì, Gaarder parla d'amore, ma senza mai essere stucchevole o mieloso, e senza necessariamente raccontare soltanto ciò che c'è di bello in un rapporto di coppia. Gaarder non narra l'amore fiabesco, che supera ogni difficoltà, Gaarder non è l'ennesimo cantore dell'happy end: Gaarder racconta di uomini e donne reali, che talvolta hanno il coraggio di smettere di lottare, anche se la posta in gioco è alta, Un uomo e una donna che si separano perché è la soluzione migliore, anche se fa male, anche se c'è amore.
 
"Non c'è bisogno che ti nasconda che per tutti questi anni sono stato innamorato di te.
Ogni giorno, senza eccezione, ho pensato a te e in qualche misura ho dialogato con te. In questo senso ho vissuto una vita intera con te comunque. Ed è stata una strana convivenza.
Ma ti ringrazio anche per gli ultimi 30 anni."
(Steinn a Solrun)
 
In questo intenso scambio di lettere, Gaarder ritorna, come nella maggior parte dei suoi romanzi, ai temi a lui cari del destino, della fatalità, della spiritualità, della fede, incarnati dal personaggio di Solrun, del dubbio e della materia, incarnati da Steinn, in generale il romanzo ruota sulla ricerca del senso della vita e si chiede se davvero questa abbia un senso, o non sia soltanto un insieme di fortuiti casi a dar vita agli eventi, come sostiene Steinn. Al contrario, Solrun vede nella vita e nel loro incontro a distanza di 30 anni un piano divino.
 
Come di suo solito, l'autore riesce a tirare il lettore in un avvincente e inaspettato racconto ricco di colpi di scena, in cui inserisce temi "difficili" senza però farli sembrare tali, con naturalezza, lasciando parecchi spunti di riflessione al lettore.
 
"Sostieni che esista un aldilà e proclami l'inesistenza della morte, ma sei ancora in grado, come un tempo, di provare gioia per ogni secondo che vivi? La tua certezza dell'aldilà ha forse, poco alla volta, tolto interesse per la tua vita terrena? Sei ancora capace di provare un dolore sconfinato per il fatto che la vita è così breve? Una volta dicesti così.
Ti vengono ancora le lacrime agli occhi pensando a espressioni come 'vecchiaia' e 'durata della vita'? Ti succede ancora di piangere davanti ad un tramonto?"
(Steinn a Solrun)
 
Non mi resta che consigliarvelo caldamente!
 
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Giorgia Blogger

lunedì 15 dicembre 2014

6 Buoni motivi per regalare un libro a Natale!


Buonasera, lettori!
Mancano appena dieci giorni al Natale (♥), non vedo l'ora! Il Natale è la mia festività preferita, amo il freddo, la pioggia, i maglioni pesanti, la cioccolata calda, gli addobbi natalizi e le luci colorate...
Avete fatto un albero di Natale composto da libri?
Oggi però parleremo di regali! Preferite fare o ricevere regali? E avete già iniziato a farne?
Scommetto che tanti di voi riceveranno libri a Natale :) un libro è senz'altro un'ottima idea regalo, e su questo non ci piove! Scopriamo perché...
 

1) I libri sono sempre della misura giusta!
2) I libri sono facili da incartare!
3) I libri sono un buon mezzo per fare una buona impressione sulle persone!
4) I libri possono essere condivisi!
5) Un libro è un regalo che puoi aprire ancora e ancora!
6) I libri sono più economici dei diamanti!
 
Quest'anno regalerete qualche libro? Quali libri e a chi? E quali altri vantaggi trovate nel regalare libri?
Scrivetemi!
Giorgia Blogger

domenica 14 dicembre 2014

Recensione: "Città di carta" di John Green


Buongiorno, lettori!
Mi scuso per l'assenza degli ultimi dieci giorni, la scuola ed altri impegni personali hanno assorbito tutto il mio tempo! Ma sono ritornata da voi appena possibile, con una nuova recensione :)
Titolo: Città di carta
Autore: John Green
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 14,00€
Trama: Quentin Jacobsen è sempre stato in­namorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembra­va essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso.
Dopo "Colpa delle stelle" ho iniziato questo romanzo con delle aspettative davvero alte, e complessivamente devo ammettere che mi è piaciuto. Meno di quanto credessi, certo, ma mi è piaciuto.
 
"Città di carta" è il racconto di un viaggio, un viaggio di scoperta attraverso sé stessi e attraverso le idee che tendiamo a farci degli altri.
Racconta la storia di Margo Roth Spiegelman, l'affascinante ribelle di cui Quentin Jacobsen, il ragazzo che è da tutti definito il classico nerd, è da sempre innamorato. Quentin e Margo erano stati amici da bambini, ma poi con la crescita le loro strade si sono separate: Margo è diventata una delle ragazze più belle e popolari della scuola, di lei si racconta che abbia vissuto mille divertenti e pericolose avventure, tutti conoscono Margo come una ragazza straordinariamente forte e intraprendente. Una ragazza tosta.
Quentin, dal suo cantuccio, non può che ammirarla da lontano, lui che non è popolare e che non osa rivolgersi a lei a scuola, tutto è cambiato da quando erano bambini.
Ma, alla scomparsa di Margo, in fuga da Orlando, città di carta, tutti iniziano a chiedersi chi fosse davvero Margo, dietro le apparenze. Tutti coloro che credevano di conoscerla, iniziano a porsi domande, e Quentin è tra questi. Lui, che la conosceva fin da bambino, si mette sulle sue tracce.
Attraverso gli indizi del suo passaggio che Margo ha volontariamente -o involontariamente?- lasciato dietro di sé, con l'aiuto degli amici Ben e Radar, Quentin prova a ricostruire il suo percorso, investe tutte le sue energie in un unico progetto, che diventa più importante perfino dell'imminente diploma: riportare Margo a casa.
Ma durante le ricerche, Quentin scoprirà una Margo completamente diversa da quella che credeva di conoscere, e altrettanto accadrà a coloro che erano i migliori amici di Margo a scuola, le stesse persone da cui lei si sente tradita. Se ogni persona che conosce Margo ne delinea un diverso ritratto, allora chi è Margo?
Quentin scopre che ognuno è una persona, con i suoi segreti, le sue passioni e le sue insicurezze, ancor prima di essere il personaggio che appare.
"Che cosa ingannevole, credere di una persona che sia più di una persona."
Cosa fare, allora?
Mettere insieme il più imprevedibile gruppo che si possa immaginare -i tre sfigati più sfigati della scuola e la reginetta del ballo, la bellissima Lacey, amica di Margo- e... partire.
Un interminabile viaggio in macchina di 24 ore, sulle tracce di Margo, alla scoperta di sé stessi e dei mille magici mondi che ci sono dietro gli altri, nonostante le apparenze.
E' questa l'essenza reale del romanzo: non puoi e non potrai mai conoscere a fondo te stesso e tantomeno gli altri, la vita è una perenne scoperta.
 
" Forse è più come hai detto prima, che dentro di noi si sono aperte delle crepe. Ognuno all'inizio è una nave inaffondabile. Poi ci succedono alcune cose: persone che ci lasciano, che non ci amano, che non capiscono o che noi non capiamo, e ci perdiamo, sbagliamo, ci facciamo male, gli uni con gli altri. E lo scafo comincia a creparsi. E quando si rompe non c’è niente da fare, la fine è inevitabile. [...] Però c’è un sacco di tempo tra quando le crepe cominciano a formarsi e quando andiamo a pezzi. Ed è solo in quel momento che possiamo vederci, perché vediamo fuori di noi dalle nostre fessure e dentro gli altri attraverso le loro."
 
E' un romanzo con degli spaccati di vita e di introspezione estremamente poetici, un romanzo che ha qualcosa da dire.
Un romanzo che, a mio parere, non sarà un buon film (sì, presto sarà anche un film!): come spesso accade, dubito che il romanzo non solo non riuscirà a rendere la poesia della parola scritta, ma probabilmente banalizzerà quello che è un vero e proprio romanzo di formazione -ho particolarmente apprezzato l'evoluzione psicologica dei personaggi nel corso della storia- rendendolo poco più che un viaggio di adolescenti alla ricerca di forti emozioni. Certe cose, per ovvi motivi, non possono essere rese adeguatamente attraverso le scene, questo non è un romanzo propriamente adatto alla trasposizione cinematografica, che banalizzerebbe troppo alcuni aspetti, se teniamo anche in conto che si tratta di un romanzo dal ritmo piuttosto lento, a differenza di "Colpa delle stelle", che ha una trama che si presta perfettamente all'adattamento cinematografico.
Ciò che mi ha leggermente deluso è stato il finale: non perché non fosse quello che mi aspettavo,  ma perché è poco chiaro. Lascia troppo spazio all'immaginazione del lettore ed è una cosa che di solito non apprezzo nei finali, non mi piacciono i finali aperti.
 
Cos'altro aggiungere? Vi consiglio di perdervi e di ritrovarvi, come me, alla ricerca di Margo -della vera Margo- in queste  pagine, attraverso gli occhi attenti di Quentin. Non ve ne pentirete.
"E tutt'a un tratto capii come si sentiva Margo Roth Spiegelman quando non era Margo Roth Spiegelman: vuota. Circondata da mura altissime. La immaginai stesa a dormire sul tappeto con quel pezzettino frastagliato di cielo sulla testa. Margo doveva essersi sentita a suo agio lì perché la persona Margo viveva sempre così: in una stanza abbandonata, con le finestre sbarrate e la lice che filtrava da qualche buco nel soffitto. Sì. L'errore fondamentale che avevo sempre fatto - e che lei mi aveva lasciato fare, a onor del vero - era questo: Margo non era un miracolo. Non era un'avventura. Non era una cosa incantevole e preziosa. Era una ragazza."
x4
Giorgia Blogger

giovedì 4 dicembre 2014

Doppia recensione: "Le ho mai raccontato del vento del nord" e "La settima onda" di David Glattauer


 
 
Titoli:
  1. Le ho mai raccontato del vento del nord
  2. La settima onda
Autore: David Glattauer
Edizione: Universale Economica Feltrinelli
Prezzo: 8,50€ il primo, 8,00€ il secondo
Trama: Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?
Questa simpatica serie mi è piaciuta davvero tanto. E' una lettura leggera, senza pretese, scorrevole. Perfetta per svagarsi un po', perfetta per sorridere ed emozionarsi con i protagonisti.
Ma chi sono i protagonisti? I protagonisti sono un uomo e una donna che potrebbero essere senza problemi uno qualsiasi e una qualsiasi di noi, che usiamo ogni giorno la rete.
Siamo a Vienna. La signora Emmi Rothner, 34enne sposata con due figli adottivi, invia per errore una mail a Leo Leike, uno psicolinguista in piena crisi amorosa, credendo invece di scrivere al quotidiano Like per disdire un abbonamento.
Tra Emmi e Leo si instaura un'amicizia, segnata dalla provocazione, dallo scherzo, dall'ironia e da una palese stima reciproca.
Un'amicizia che però non supera mai i limiti dello schermo, i due vivono in un mondo parallelo, nel loro piccolo mondo personale, dove niente e nessuno può interferire.
 
Si tratta di un moderno romanzo epistolare, un romanzo epistolare nell'era della tecnologia, dove le lettere si trasformano in messaggi di chat e, in questo caso, in e-mails che si fanno sempre più frequenti e sempre più intime man mano che lo stesso rapporto tra i due diventa più intimo, fin da sorpassare i limiti di quella che era nata come una scherzosa amicizia platonica tra due adulti dotati di una buona dose di ironia -anche di autoironia- e una certa intelligenza. Ben presto, i due si accorgeranno che la situazione sta iniziando a sfuggire loro di mano, è qualcosa di più di una semplice amicizia.
 
"Ah, ecco che mi scrive la mia Emmi. Emmi. Emmi. Emmi. Sono un po' ubriaco, ma solo un pochino. Ho passato la serata a bere e ad aspettare la mezzanotte, l'ora in cui arriva Emmi. Sì, è vero. Non è la mia prima bottiglia. Desidero la mia Emmi. Vuole venire da me? Spegniamo la luce e basta. Non dobbiamo vederci. Emmi, io voglio solo sentirla. Chiuderò gli occhi. Con Marlene non ha più nessun senso. Ci dissanguiamo a vicenda. Non ci amiamo. Lei ne è convinta, ma in realtà non ci amiamo, il nostro non è amore, è pura dipendenza, puro possesso. Marlene non vuole lasciarmi andare e io, io non so trattenerla. Sono un po' ubriaco. Non troppo. Viene da me, Emmi? Ci baciamo? Mia sorella dice che, in ogni caso, lei è stupenda, Emmi. Ha mai baciato uno sconosciuto? Sto bevendo un altro sorso di bianco del Friuli. Brindo a noi. Sono già un po' ubriaco. Ma non molto. E adesso è di nuovo il suo turno, Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente. Emmi, Emmi, Emmi."
(Leo a Emmi, Le ho mai raccontato del vento del nord)
 
Ho trovato davvero perfetta la caratterizzazione dei personaggi: non c'è  narratore, il lettore conosce i protagonisti unicamente attraverso le e-mails che si inviano, eppure non si può fare a meno di distinguere lo stile di Emmi da quello di Leo, non si può fare a meno di apprezzare la tenerezza del moderatissimo Leo, tenerezza che trova il coraggio di manifestarsi soltanto in compagnia di qualche bicchiere di buon vino rosso, non si può fare a meno di apprezzare le battute pungenti di Emmi, la sua risposta pronta e le sue provocazioni, che in realtà nascondono una buona dose di insicurezza.
 
Se da un lato il crescere di questo sentimento alimenta la curiosità e la voglia di un incontro, dall'altro mette a nudo i rischi che comporterebbe un incontro, visto da entrambi, ma in particolar modo da Leo, come un passo falso che potrebbe mettere a repentaglio il loro idillio virtuale, potrebbe far crollare il loro mondo, quel mondo in cui non esiste nient'altro oltre i loro scambi scherzosi e le loro riflessioni, quel mondo in cui non esiste Bernhard Rothner, marito di Emmi.
 
"Leo, mi ascolti: credo che dovremmo darci un taglio. Comincio a dipendere da lei. Non posso stare ad aspettare un giorno intero l'e-mail di un uomo che mi gira le spalle quando mi incontra, che non vuole conoscermi, che vuole solo le mie e-mail, che usa le mie parole per costruirsi una creatura tutta sua, perché le donne che incontra nella realtà lo fanno soffrire fin oltre, presumo, la soglia del dolore. Non possono continuare cosí. È frustrante. Capisce cosa intendo, Leo?"
(Emmi a Leo, Le ho mai raccontato del vento del nord)
 
"Le ho mai raccontato del vento del nord" si conclude con un colpo di scena davvero inaspettato, ringrazio di aver avuto il secondo a portata di mano!
La storia continua su questa riga nel secondo romanzo, "La settima onda", con l'incertezza dei due riguardo ad un incontro, e il loro rapporto minato da nuovi pericoli.
Ma troviamo qui moltissimi colpi di scena improvvisi, che si susseguono uno dopo l'altro.
Il lettore ha modo di sorridere, ridere, piangere ed emozionarsi mille e mille volte insieme a Emmi e Leo, fino ad arrivare alla conclusione -questa volta definitiva, con il secondo romanzo- della loro storia. Può una relazione virtuale sopravvivere all'incontro? Scopritelo leggendo questa deliziosa serie,
Non ve ne staccherete prima di averla conclusa tutta. Sono due romanzi da leggere tutto d'un fiato.
x4
Giorgia Blogger